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Pistocchi a F1: "Rigore Fiorentina-Roma? Inesistente. Gli arbitri in Italia..."

Abbiamo fatto due chiacchiere in esclusiva con Maurizio Pistocchi sul match Fiorentina-Roma, sul rigore assegnato ai viola e sul momento vissuto dalla classe arbitrale italiana

Ieri la Fiorentina ha battuto la Roma per 2-0 grazie ai gol di Nicolas Gonzalez e Giacomo Bonaventura. Il primo, in particolare, è arrivato a seguito di un dubbio calcio di rigore assegnato ai viola dall'arbitro Guida e dal VAR Banti: un episodio che ha fatto molto discutere. Di questo, e non solo, ne abbiamo parlato con un parere autorevole del calibro di Maurizio Pistocchi in esclusiva ai nostri microfoni di FiorentinaUno.com:

 

Fiorentina-Roma 2-0 se l'aspettava?

 

“Dal punta di vista della prestazione la Fiorentina ha giocato meglio e ha meritato sicuramente di vincere. Ha creato più opportunità in attacco. La Roma evidentemente è arrivata stanca dalla partita di Conference League. Arrivava sempre dopo sui palloni. I viola con questa vittoria li agganciano e, insieme all'Atalanta, sperano in un piazzamento Europeo. Ci sono ancora due partite da giocare, ma per me domenica prossima si decide già tutto. Perché se l'Atalanta perde a San Siro con il Milan è finita”.

 

Il rigore assegnato alla Fiorentina contro la Roma c'era? 

 

“Sicuramente non c'era: inesistente. C'è un contatto minimo, ma si crea perché Nico Gonzalez nel dribbling sposta la palla e poi cade urtando l'avversario. Guida era a due metri e non l'aveva concesso. Poi è stato chiamato da Banti al VAR, cosa abbastanza grave. Anche in Venezia-Bologna è stato dato un rigore inesistente, vedi il contatto Medel-Aramu. Evidentemente abbiamo un problema arbitrale così grosso che nemmeno con la tecnologia si riesce a risolverlo. Il problema serio è rappresentato dagli arbitri che non riescono più a dirigere ad alti livelli. Forse bisognerebbe ripensare all'idea di affiancare al VAR un ex giocatore importante, ma se lo fai in Italia si alzerebbero mille problematiche: chiunque esso sia. La formazione attuale degli arbitri italiani è inferiore a quelle che sono le aspettative di una lega importante come la Serie A”.

 

L'introduzione di una specie di “challenge” nel calcio potrebbe aiutare?

 

“Nel ‘91 a TV Sorrisi e Canzoni feci un’intervista nel quale auspicavo la moviola in campo, con l'intervento di uno o due challenge per tempo a disposizione delle squadre. Oggi, però, penso che sia inutile, perché se gli arbitri vengono chiamati al VAR e prendono la decisione sbagliata, il challenge diventa una cosa inutile. Bisogna sapere gestire la tecnologia prima di trovare una soluzione ulteriore. In Italia si simula molto. I giocatori che simulano non vengono mai ammoniti, anzi. Se prendi un rigore per simulazione la società quasi ti incentiva dandoti un premio. Incentiva all'antisportività. Io ricordo ancora Ravanelli, ex Juve, quando andò a giocare in Inghilterra e fu protagonista di un episodio dubbissimo. Non riusciva più a giocare in campo perché ad ogni pallone il pubblico lo fischiava. Il problema in Italia parte dalla cultura”.

 

Cabral ha ricevuto parecchie insufficienze per quanto fatto in Fiorentina-Roma, come se lo spiega?

 

“E' un giocatore fisico ma, soprattutto, è tecnico. Sarebbe perfetto con un altro attaccante di fianco. Renderebbe di più in un 4-4-2. Nel 4-3-3 ha bisogno di essere servito in una maniera differente rispetto a quanto ho visto fare ieri dalla Fiorentina. Tra le altre cose, però, si sacrifica per la squadra, è molto generoso. Sono ingenerose, invece, le bocciature in una partita come quella di ieri. Per un giornalista è difficile valutare la prestazione collettiva, figurati quella individuale. Io stesso faccio fatica quando mi chiedono di andare a vedere una partita e valutare un giocatore. E' quasi aberrante valutare le prestazioni di ventidue giocatori contemporaneamente. La pagella è scenografica, è un'invenzione giornalistica: serve per fare discutere. Le vere valutazioni le danno i tecnici, gli allenatori”. 

 

Amrabat, invece, sembra proprio essersi ritrovato. Merito di Italiano? 

 

“Il giocatore è bravo. A Verona mi piaceva tantissimo, all'epoca ne parlavo già con alcuni Direttori Sportivi importanti di Serie A. Lui è perfetto per giocare al centro, anche se a Verona giocava in coppia nel 3-4-3. A gennaio tra lui e il cileno - Pulgar, ndr - hanno scelto di tenere lui. A fine campionato non so se la Fiorentina sceglierà di riscattare Torreira, magari si tiene Amrabat con il ritorno, eventualmente, di Pulgar. Il lavoro di Italiano è servito sicuramente ad Amrabat: è migliorato. La Fiorentina, però, prende molti gol. Quando ne prendi così tanti, c'è qualcosa che non va nell'organizzazione del gioco passivo. E lì Italiano dovrà lavorare molto per fare crescere la squadra sotto questo aspetto”.

 

Risposta secca: Italiano resta l'anno prossimo a Firenze? 

 

“Sì, assolutamente”.

 

Domani c'è la finale di Coppa Italia Juventus-Inter: pronostico?

 

“Se Inzaghi gioca come ha giocato nelle ultime partite, vedo favorita la Juventus. Se Allegri gioca con il 4-2-3-1 metterà in grande difficoltà la difesa dell’Inter, secondo me”.

 

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