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Due stagioni simili e un calciomercato da non fallire, di nuovo.

La Fiorentina di Italiano si può paragonare ad una Fiorentina di qualche anno. Ecco il perchè e come dovrebbero andare le cose.

02.01.2022 21:05

Ci troviamo nella stagione 2015/2016, la nuova Fiorentina di Paulo Sousa stava sorprendendo tutti quanti. Al giro di boa, alla fine del girone di andata, la Fiorentina del nuovo acquisto Kalinic, che tra l’altro, stava facendo benissimo, si trovava in quarta posizione, sfiorando e toccando per un girone intero, posizioni come primo, secondo e terzo posto. Posizioni di classifica altissime, prestigiose, anche impensabili da raggiungere a inizio anno visto l’inizio di una mini rivoluzione con gli addii, chi per un motivo o per un altro, di giocatori come Salah, Pizarro, Aquilani, Joaquin, Savic, Neto, Gilardino. 

Arrivati appunto alla fine del girone d’andata si notava una cosa: la squadra, sì, portava a casa risultati e continuava a resistere in quelle posizioni di classifica in cui si trovava nella speranza di raggiungere la Champions League a fine anno, allora accessibile dal terzo posto in su, ma arrancava, durava abbastanza fatica. Una fatica prettamente e solo fisica. Allora l’allenatore portoghese e il suo staff fecero una richiesta ben precisa alla società, ancora padrona dei Della Valle: rinforzare la squadra per fare l’ultimo sprint e regalare ai tifosi e alla città intera un sogno.

Richiesta che, ovviamente, non fu ascoltata. Nel mercato invernale arrivarono: Tino Costa, Kone, Benalouane, Schetino, Zarate e Tello. Gli ultimi due citati non fecero neanche malissimo, ma per ciò che sognavano Firenze e la propria squadra era poco, troppo poco. 

Da lì la Fiorentina ebbe un brutto calo di risultati, resistendo, solo per le prime 7 partite, a stare al terzo posto. Dopo quel periodo, purtroppo, tutti i sogni e i desideri sembravano andare vani. La Fiorentina terminò il campionato al quinto posto, a ben 16 punti dal terzo posto. Il quinto posto voleva dire lo stesso Europa League, certamente, ma in quegli anni a Firenze, arrivare in Europa League era cosa ordinaria.

Sono passati quattro anni, sono successe tantissime cose, ma la situazione della Fiorentina di ora si può paragonare benissimo a quella della Fiorentina 15/16. Tra gli avvenimenti più importanti che sono avvenuti in questo lasso di tempo è il cambio di società. Siamo in un altro capitolo della storia della Fiorentina, ma si sa che il passato serve anche per non commettere gli stessi errori. La nuova Fiorentina di Italiano, come quella di Sousa, sta sorprendendo tutti e sta andando oltre ogni pronostico iniziale. Adesso, oltre come sempre ai giocatori e al mister, serve l’impronta decisa di Rocco Commisso e della dirigenza. 

Con l’arrivo di Ikonè, addirittura prima dell’inizio del calciomercato, la società viola ha lanciato un segnale a tutti, ma non si deve assolutamente fermare, perché se i sogni di Rocco e dei suoi uomini sono gli stessi della squadra e dei tifosi allora tutti potremmo cominciare a sperarci; di tornare ad assaporare l’Europa, di tornare grandi ancor, come la nostra storia da sempre ci insegna.

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