Habemus Cesare! Ebbene si, nella tarda serata di ieri, dopo appena tre giorni dalla riscontrata positività al Covid-19 di Cesare Prandelli, è arrivata forse la notizia più bella per l’ambiente viola da diverso tempo a questa parte. L’allenatore gigliato infatti dopo tre tamponi negativi consecutivi ha ottenuto il via libera per tornare ad allenare e già da quest’oggi riprenderà la guida della squadra al Centro Sportivo Davide Astori. La Fiorentina può dunque tirare un bel sospiro di sollievo poiché quello di Prandelli è un recupero che vale più di quello di qualsiasi altro giocatore della rosa. L’assenza dell’allenatore lombardo, per una squadra non solo in crisi di risultati ma soprattutto all’inizio di un nuovo percorso tecnico, sarebbe infatti potuta risultare decisiva nel bloccare un processo di crescita che dal mio punto di vista, come già sottolineato una settimana fa, è stato intrapreso, anche se procede a fuoco lento. Al di la infatti di quanto tramite la tecnologia il mister viola sarebbe potuto essere vicino alla squadra, sarebbe stato sempre limitato da un assenza fisica che soprattuto in momenti come questo viene ad essere fondamentale. Tra infatti essere presente sul campo e non su uno schermo, e tra vedere l’allenamento dal vivo e non tramite un drone c’è una grandissima differenza. I viola sono infatti una squadra che in questo momento ha un disperato bisogno di vicinanza morale e psicologica poiché è propio dal punto di vista mentale, piuttosto che dal punto di vista tecnico, che la Fiorentina si torva ad essere completamente scarica. I detrattori mi diranno che ad esempio la Nazionale Italiana ma anche lo stesso Milan affrontato nell’ultima gara di campionato a San Siro, seppur senza i vari Mancini e Pioli, sono riusciti a continuare nel proprio percorso positivo fatto di vittorie e non hanno dunque risentito dell’assenza dei rispettivi tecnici. La differenza però tra le due situazioni sta proprio nella parola “continuare”. Le due squadre sopra citate sono contraddistinte infatti da un filo comune che è quello della continuità tecnica oltre che della solidità mentale ormai consolidata. Tutti elementi questi che mancano come il pane alla Fiorentina di oggi, e che solo il lavoro sul campo di Prandelli, scelto proprio per risollevare le sorti di questa stagione, potrà riuscire ad instillare nella rosa. Ecco perché oggi più che mai mi sento di dire, bentornato mister!!
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