Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto in sala stampa al termine del Consiglio Federale. Tra le varie domande, il presidente si è soffermato sui giocatori coinvolti nel caso scommesse.
C’è spazio anche per un commento sulle parole del Ministro Abodi, che ha espresso la sua contrarietà sul ritorno in nazionale dei calciatori coinvolti nel caso scommesse?
“Non ho parlato con il Ministro, che ha avuto modo di chiarire questa sua visione. Io porto avanti un principio sancito nella nostra Costituzione e che non può essere utilizzata solo a momenti. Io sono per il recupero e per l’attività riabilitativa. Questo non è il momento dei giudizi ma della comprensione, dobbiamo capire la fragilità e la debolezza di alcuni ragazzi legato a una piaga sociale. Se non partiamo da questo principio andiamo fuori direzione.
La maglia azzurra è un simbolo straordinario, chi ha avuto il coraggio di riconoscere di aver sbagliato e di ribadire un concetto di libertà da uno stato di malessere ha meritato la maglia della nazionale, anche solo per questo coraggio che hanno dimostrato. Quando abbiamo comminato queste sanzioni era più facile per i ragazzi avere qualche mese in più di squalifica, i ragazzi ci hanno chiesto di testimoniare le loro fragilità. Provate a pensare quanto la loro testimonianza sia stata positiva e quanto imbarazzo ha suscitato in loro. È stata rispettata e adempiuta questa sanzione, ma i ragazzi continuano a chiederci di poter testimoniare e questo è bellissimo. Questo è un messaggio che dobbiamo valorizzare nel miglior modo possibile”.
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