Albert Gudmundsson (Photo by Clive Mason/Getty Images via One Football)
Benedetto Ferrara ha analizzato la vittoria della squadra di Pioli nei playoff di andata di Conference League contro gli ucraini del Polissya. Queste le sue parole su La Nazione.
Un calcio elastico, quello di Pioli. Facile dire: buona la prima. Però è così, anche se l’avversario è quello che è. Tre gol fatti e zero subiti è un bel cominciare. Ingenuo Kean per quel rosso. In ogni caso è lui a iniziare la strada di una vittoria senza se e senza ma. Moise c’è. E anche la Fiorentina senza di lui. E poi? Poi si rivede Gud, uno di quelli da cui ci aspettiamo molto. Lui mette dentro il terzo gol. E forse questa rete è la più importante. Per far mettere ai suoi un piede e trequarti nel girone di Conference e soprattutto per ritrovare se stesso, perché il vero Gud è quello di cui ha bisogno la Fiorentina per puntare in alto.
E poi: l’arrivo di Piccoli fa felici i tifosi, che vedono in questo investimento non solo l’aumento del peso specifico di una linea offensiva di alto livello, ma anche l’impegno di una società e il carisma di un allenatore che sa quello che vuole. Questa è una Fiorentina felice. Ps. Bravo Ndour, variabile impazzita dell’elastico viola.
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