Come riporta La Nazione Stefano Cecchi, noto giornalista e tifoso della Fiorentina, fa una riflessione sul portiere viola Pietro Terracciano.
“ Quando nel lontano gennaio di cinque anni fa Terracciano arrivò a Firenze, tutti lo davano per riserva certa. Invece da allora, non solo si è conquistato la prima linea a suon di prestazioni maiuscole ma ieri, con il rischio di essere squalificato per una bestemmia colta dalle telecamere di Dazn, in tanti sono stati lì a chiedersi: come faremmo domenica prossima con la Roma senza di lui?”.
“Il primo fu il polacco Dragowski, atleta di molta irruenza e poche vocali, che dopo essere stato espulso dopo un’uscita sciagurata fuori area con la Roma, non ha più ritrovato la maglia da titolare complice il fatto che Terracciano giocasse meglio di lui con i piedi. Il secondo fu Gollini, arrivato a Firenze con velleità da titolare ma scalzato ben presto dal ruolo dopo alcune topiche che rivelarono come costui, in arte «Gollorius», fosse più ispirato come rapper che non come numero uno fra i pali. Dopo di lui la stessa sorte è toccata a Sirigu, complice anche un infortunio. Infine Christensen, portiere danese definito un pararigori pur senza averne mai parato uno che anche prima dell’infortunio era solo il portiere di coppa. Quattro portieri “scavalcati” in questi 5 anni, grazie al duro lavoro. Perché Terracciano il taciturno, per farli fuori non ha mai fatto scorrettezze o cercato il sussurro della raccomandazione, lasciando che a gridare per lui fosse il campo”.
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