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Fiorentina, impostazione dal basso: uno schema per il 3-3-1-3

La direzione degli schemi della Fiorentina si estende lateralmente. Le funzionalità tracciano una serie limitata di segmenti (in media tre), concentrando il loro moto psico-fisico nel raggiungere determinati punti localizzabili sul campo. 

Questo non crea irreversibilità nell’anomalia della funzione, finché viene riscontrata una tenuta chinesiologica interna ai livelli di eccesso o difetto che la struttura può sopportare.

La struttura in questione sintetizzata nelle sue tre componenti:

Il modulo, per completezza di informazione, è l’applicazione della funzione, il complesso delle funzionalità.

Ciò che non ho mai detto, né sulle funzionalità né sull’anomalia, è che “l’affaticamento” viene rilevato, quando la conclusione diviene inattesa. Cosa significa? La struttura:

è (citandomi) “giusta nella sua misura”; cioè finché mantiene i suoi standard informativi.

Si addestra il calciatore agli automatismi, tralasciando l’amplificazione conoscitiva dettata, invece, dalla comunicazione. Comunque, non voglio aprire un saggio su questo argomento: antinomia informazione/comunicazione. Procediamo.

L’intermedio crea asimmetria

Ho affermato, all’inizio, che la Fiorentina non ha filtro. Il suo modulo lo afferma attraverso le sue direzioni:

Questa immagine rappresenta “la filosofia” di Vincenzo Italiano, cioè la squalifica del centrocampo, il filtro che crea l’asimmetria.

Si sente molte volte la parola: “esterno”. Ma cos’è l’esterno? Una delle funzionalità che delimita l’ambiente di pressione. Nessun tecnico, anche Italiano stesso, riesce a comprendere la vera importanza dell’esterno propriamente detto.

Non è solo quello che “calpesta la linea del fallo laterale” (e qui mi verrebbe fuori una similitudine che tocca il calcio brasiliano: l’ala e la figura del malandro), preciso, è la funzionalità che delimita i lati destro-sinistro (non basso-alto) dell’ambiente di pressione ed è anche quella che li fa contrarre.

Definito questo, passiamo al fulcro, al tema principale.

Uno schema per il 3-3-1-3

In un altro articolo spiegherò, in breve, il “nuovo” 4-2-3-1 di Italiano. Qui mi limiterò soltanto ad uno schema che possa dare filtro e convergenza all’impostazione dal basso:

Ho notato che la Fiorentina fatica a sfruttare il difensore che si alza sulla linea dei mediani e, dunque, la sua manovra si blocca nella fase del possesso palla. Adesso, prendiamo in considerazione la fascia sinistra:

Da qui lo schema si sviluppa:

Lo stopper centrale passa al terzino sinistro. Nel mentre avviene il passaggio, il centrale-avanzato si sposta in parallela direzione sinistra. Dopo di che:

Il terzino sinistro scambia col centrale-avanzato, concludendo un give and go. Durante questo scambio:

Il trequartista si muove in parallela direzione mancina, pronto a ricevere palla. Una volta ottenuta:

La palla può arrivare alla mezzala in inserimento alto che, essendo fronte alla porta, può impostare nella zona rossa, principalmente, ma anche nella zona dell’ala destra.

Ricordo che sia importante il ritmo con cui viene applicato questo schema che, con la giusta memoria, potrebbe svilupparsi persino attraverso tocchi di prima.

Infine, voglio aggiungere, perché mi premeva, una breve sintesi (poi basta, promesso) dello schema appena esposto.

Ripartiamo da qui:

Invece di un “dai e vai”, il centrale-avanzato potrebbe fare questo:

Andare subito a pescare l’ala sinistra che si abbassa. Questa, successivamente, avrebbe l’opportunità di scaricare sulla mezzala in inserimento alto.

Inoltre, se ci fosse Quarta, l’argentino potrebbe sfruttare queste possibilità di ricezione palla per ingannare gli avversari e, con un lancio lungo, cambiare fascia.

L’importante, però, per la riuscita dello schema e di questa sua sintesi, resta il movimento che il centrale-avanzato deve sempre compiere, cioè esclusivamente parallela (o sinistra o destra):

Conclusioni:

Sono a conoscenza che queste siano solo teorie, tutti i miei articoli sono tali. Ma avere idee e comunicarle non nuoce. 

Citandomi: non tentare è da perdenti.

Manuel Cordero

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