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Polverosi: “Dovesse andare via anche Pradè, si dovrà ripartire da zero. Palladino…”

Sul Corriere dello Sport, il giornalista Alberto Polverosi ha espresso il suo pensiero in merito al momento difficile della Fiorentina, tra le dimissioni di Palladino, l’astio con Pradè e la Fiesole contro Commisso.

Se dovesse andare via anche Pradè servirà ripartire da zero

Se anche Pradé si dimette, la Fiorentina deve ripartire da zero. Ma deve farlo rapidamente perché oggi non ha niente su cui ricostruire. Non ha un presidente sul posto, potrebbe non avere un direttore sportivo e non ha un allenatore. Come è possibile ricostruire in questo marasma totale? La Fiorentina di questi giorni è l’esempio opposto di una società modello. Ci sono aspetti su cui riflettere in modo profondo. Una buona parte della tifoseria non è soddisfatta di una squadra che ha fatto il record di punti dell’era-Commisso, che è arrivata sesta (miglior risultato in questo stesso periodo), che ha battuto tutte le grandi Napoli escluso e che ha rilanciato il vicecapocannoniere della Serie A (merito dell’allenatore). È vero che al tempo stesso ha perso 10 punti con le ultime due in classifica, che Palladino ha commesso più di un errore nella gestione tecnica di questa stagione, ma se siamo arrivati a questa rottura le ragioni non sono solo puramente calcistiche.

Palladino (Photo by Marco Luzzani/Getty Images via One Football)

Momento difficile per il club

C’è un’enorme distanza di mentalità fra la società e la tifoseria (non tutta, sia chiaro, ma di sicuro la parte più calda, l’unica sempre presente). È ovvio che, per la salute della Fiorentina (intesa come squadra) e del nuovo allenatore, uno strappo così profondo dovrebbe essere ricucito con un’opera di riavvicinamento. Ma a questo proposito le domande sono due. Interessa davvero a Commisso recuperare il rapporto (non per se stesso, ma per la sua squadra) con la tifoseria più calda? E se sì, chi, se non lui direttamente, può trovare il modo di riavvicinare tutte le parti? Di sicuro non può farlo Pradè. È davvero una momento difficile per il club viola. Si possono aprire scenari di ogni tipo, anche quello della vendita del club, magari dopo la conclusione della trattativa col Comune per la ristrutturazione dello stadio. La Fiorentina ha una storia da difendere e un futuro da costruire e perfino da festeggiare, nell’agosto del 2026 compirà cent’anni e l’ultimo è cominciato nel modo peggiore. 

Gaia Turati

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