E’ il 10 aprile 1997 e il Camp Nou è vestito a festa, si gioca Barcellona-Fiorentina semifinale di Coppa delle Coppe (Ora non esiste più da alcuni anni ma era un trofeo importante e prestigioso: la Coppa delle Coppe. A beneficio dei più giovani era la Coppa che vedeva protagonisti le vincitrici delle coppe nazionali).
L’allenatore del Barça è un inglese sulla sessantina che diversi anni prima aveva condotto il semisconosciuto Ipswich Town dalla First Division alla vittoria in Coppa Uefa in finale contro l’Az: Sir Bobby Robson. A fargli da vice un giovanissimo portoghese, già suo secondo ai tempi dello Sporting Lisbona e destinato a una carriera da vincente: Josè (futuro Special One) Mourinho.
È la Fiorentina di Claudio Ranieri, di Toldo, di Rui Costa e soprattutto di Gabriel Omar Batistuta che è stato l’autentico protagonista.
È il Barcellona di Ronaldo, Luis Figo, Hristo Stoichkov: insomma una squadra di altissimo livello
La sfida è presentata come la partita dei duelli: Rui Costa vs Figo, Oliveira vs Giovanni, ma soprattutto Batistuta vs Ronaldo. E proprio l’argentino è il pericolo numero uno, marcato a vista da Couto (ex Parma) e Nadal (zio del tennista Rafa) che sin dalle prime battute gli riservano un trattamento speciale con falli, calci e spintoni. Il motivo è presto detto: Bati-gol è diffidato e un’ammonizione per lui vorrebbe dire squalifica. Passano pochi minuti e accade l’irreparabile: Batistuta prova a frenare la sua corsa, ma entra fuori tempo su Roger, rovinando entrambi a terra: l’arbitro Heynemann non ha dubbi e estrae il giallo. Tanti saluti alla gara di ritorno al Franchi.
La Fiorentina attacca, ma a pochi minuti dalla fine del primo tempo arriva la doccia gelata: punizione di Figo e stacco perfetto di testa di Nadal per l’1-0, con Toldo immobile. Sembra finita, ma Ranieri ha fiducia nel suo condottiero e fa bene: minuto 62, Batistuta riceve in area di rigore, stop di petto, palla avanti col ginocchio e botta di destro che Vitor Baia può solo sfiorare. I tifosi viola sono in visibilio e Bati-gol sfoga tutta la sua rabbia agonistica e zittisce i 100mila spettatori del Camp Nou. Un’esultanza che resterà scolpita nel cuore dei tifosi viola.
L’esultanza ci è nota: Bati ha appena segnato, allarga le braccia, sgrana gli occhi per lo stupore di aver realizzato un gol così bello in uno stadio così prestigioso e porta l’indice della mano destra al naso, roteando su se stesso nell’attesa di venire sommerso dall’abbraccio dei compagni e indicando col braccio sinistro teso le tribune, così facendo zittisce il Camp Nou nel gesto che – per i tifosi della Fiorentina – è diventato un’icona epocale, tipo Armstrong che mette giù il primo piede sulla luna o i Beatles che attraversano le strisce pedonali in fila indiana, ad Abbey Road.
Ti aspetti Ronaldo, ma poi il Re Leone ruggisce e tutti zitti, è silenzio al Camp Nou.
Era il 10 aprile 1997.
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