Come riportato oggi dal Corriere dello Sport – Stadio, è in programma un confronto tra la società e l’allenatore, un vertice che, sebbene ne siano avvenuti molti in questi mesi, assume un significato inevitabilmente più profondo.
È tempo di bilanci veri, e gioco forza opinabili. Se, infatti, dopo sei anni di gestione Commisso, il massimo raggiunto dalla Fiorentina è stata la partecipazione per tre volte alla Conference League senza mai vincerla, e poi si è rischiato l’estromissione dalle competizioni internazionali, non si può certo parlare di passi in avanti significativi. Palladino ha parlato del futuro, tre giorni fa in sala stampa, come se ne fosse parte integrante e attiva. C’è quindi da credere che i partecipanti a questo vertice cruciale tracceranno le linee guida e le strategie per la stagione ventura. Il tecnico ha chiaramente indicato la necessità di ripartire da un “zoccolo duro” di “10/12 giocatori” per il nuovo corso tattico e tecnico.
La conferma internazionale di Palladino è indubbiamente un punto a suo favore, un riconoscimento della sua visione e del suo lavoro. Tuttavia, la società ha l’obbligo, e la responsabilità, di illustrare un progetto affascinante e ambizioso ai calciatori che intende blindare e trattenere. Non basterà la sola presenza in Conference League per convincere i talenti a rimanere o ad arrivare a Firenze; servirà una strategia chiara, investimenti mirati e la promessa di una crescita costante che possa portare la Fiorentina a competere per traguardi più elevati nel panorama nazionale e, soprattutto, europeo. Questo incontro sarà determinante per capire se la visione della società e quella del tecnico si allineeranno per un futuro di successi.
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