Il Secolo XIX tesse le lodi di Mikkel Damsgaard, soprannominato il “maghetto” danese per la finta di corpo e lo scatto bruciante sul fondo che al Vigorito ha lasciato l’avversario sul posto prima di mettere una palla al bacio in mezzo per Baldé. Ormai i tifosi doriani lo conoscono e quasi si aspettavano una giocata così perfetta e in grado di creare superiorità, ma nessuno qualche mese fa se ne sarebbe aspettato un’esplosione tanto immediata. Ieri 31 minuti e 31 palloni giocati. Per ora dopo 21 giornate solo una volta è rimasto tutta la partita in panchina (Benevento, andata) e nelle 10 in cui è stato titolare, o nelle altrettante in cui è subentrato, non ha mai mancato di mostrare colpi di classe. E questo a parte i due gol e 4 assist vincenti che rappresentano finora il suo bilancio nei primo anno tra i grandi.
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