Ancora un estratto della lunga intervista di Martin Caceres sulle pagine del Corriere dello Sport: Su Ribery: «E’ uno che ha vinto tutto ovunque, soprattutto in Germania, ma che ha ancora fame. Non si accontenta. Pensate che quando si è allenato con noi in campo, mi sono detto che al massimo avrebbe potuto avere 30 anni. Ha portato entusiasmo e carisma». Sui titoli vinti in carriera: «Non lo nascondo, ma la Champions col Barcellona, conquistata a 20 anni, l’avevo persino rimossa. Io sono un ragazzo normale, che si è rimesso in gioco anche quando ho scelto di passare a Verona. Lì ho incontrato un allenatore straordinario, Pecchia. Non mi piace stare a contare o elencare i trofei, meglio piuttosto studiare per fare meglio». Su Tabarez: «Il maestro. Mi ha fatto debuttare con la Celeste, sono a quota 95 presenze e voglio tagliare il traguardo delle 100, anche se raggiungere Godin sarà complicato. Nello spogliatoio, quando affrontiamo gli avversari, ci racconta ogni volta un pezzetto di storia che li riguarda. A lui devo tantissimo, mi ha forgiato. Se sono questo, è anche grazie a lui». Sulla rivelazione del campionato: «Mi auguro sia la Fiorentina, abbiamo i giocatori per esserlo». Sulla prima vittoria: «Adesso che ci siamo riusciti, dobbiamo continuare a guardare avanti. Se siamo da Europa? Facciamo un passo dopo l’altro». Su Chiesa «Mi ha colpito tutto. Ha la testa giusta. E’ potente, veloce, calcia bene sia di destro che di sinistro». Su Dragowski: «Sì e guai a metterlo in discussione. I gol del pari a Bergamo? Era coperto, non poteva vedere il pallone con tutto quel traffico».
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