Adesso si parla di “italianisti” e “giochisti”. Il calcio di oggi discende dall’Hajduk Spalato di Tomislav Ivic. Tipologia di gioco sì, influenzata dal calcio totale olandese, ma non calcio totale olandese. Preparazione atletica, fisicità, intensità, aggressività e qualcosa a livello tecnico. Nella Spalato i difensori centrali restavano dietro e i fluidificanti si sovrapponevano. Dunque, restavano sempre due calciatori sulla linea del centrocampo. Un po’ come accade oggi, anche con squadre che applicano il 3-4-3. In ogni caso l’Italia di Pozzo, che vinse due Mondiali e non solo, usava un certo “Metodo” che prevedeva un’ottima prestanza fisica oltre che tecnica. Perciò l’atletismo non ha niente di innovativo, nemmeno nel calcio italiano. Come l’aggressività. Il catenaccio è svizzero e poi ai tempi di Nereo Rocco in Italia, dove andava di “moda”, gli allenatori se ne vergognavano. Per dire che di italiano non c’è niente, nemmeno la difesa, e che questa questione del “difensivismo” ce la portiamo dietro da così tanto che manco ce lo ricordiamo. Il calcio né si inventa né, peggio, si innova. E un’idea diventa pessima, appena diventa morale. Ad oggi sta diventando morale.
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