La tempesta perfetta. Che il Cagliari fosse in salute si sapeva, non si poteva prevedere. Nainggolan onnipresente, brucia il terreno di gioco dalla difesa fino all’area di rigore avanti e indietro, Simeone si riscopre quello di Genova. Doccia gelata – non solo per la pioggia battente – per la Fiorentina e per le sue pur timide ambizioni. Castrovilli e Pulgar rimediano l’ammonizione: salteranno il Verona. Solo Vlahovic si salva, nel finale, dal disastro collettivo con una doppietta di prepotenza e di orgoglio. Sono le prime due reti per il centravanti che adesso merita una riconferma. Evidenti lacune. I maligni reclamano la testa di Vincenzo Montella. Certo Montella in questa nuova Fiorentina ricopre lo scomodo ruolo di allenatore scelto dai Della Valle per subentrare a un Pioli amareggiato tra un comunicato e l’altro. Difficile credere però che con una guida tecnica diversa – sarebbe a dire Gattuso perché Spalletti costa caro – si possano avere risultati troppo differenti. Montella, con il materiale a disposizione di più non poteva fare. Bisogna riconoscergli di aver intuito fin da subito il potenziale di Castrovilli mandandolo in campo anche alla prima con il Napoli. Montella ha tamponato, anche adottando un modulo come il 3-5-2. Questa Fiorentina nasce necessariamente da mercato in rincorsa e a dodici gare però emergono le prime crepe. Da un Pedro assente, a un Lirola non ancora passando per un Badelj annebbiato, arrivando all’assenza di sostituti. Castrovilli – male anche lui a Cagliari – non può sorreggere da solo tutta la mediana. L’innesto di Florenzi potrebbe fare al caso della Fiorentina. Desaparecido. Ieri una delle prestazioni peggiori, non la sola nell’ultimo periodo. Federico Chiesa è al meglio. Lo ha confermato anche Roberto Mancini oggi. Non si riesce a capire il motivo di questa sensibile involuzione. Testardo, si incaponisce, ogni posizione di campo va bene per tirare anche la più improbabile anche con il sinistro che non è il suo piede, non segue i compagni, fa sempre la scelta peggiore. Influisce chiaramente anche l’assenza di Franck Ribéry, compagno di reparto perfetto. Così è difficile tenerlo in campo, escluderlo aggraverebbe la situazione. Serve un colloquio sincero e franco con il giocatore per capire la sua volontà.
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