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MICCOLI, Il salentino mezzo bianconero che regalò la salvezza alla Fiorentina

Nell’anno del signore 2004 la Fiorentina dei Della Valle completa la rapida risalita dalla C2 – saltando com’è noto lo step C1 – e si appresta a vivere la sua prima stagione in massima serie dopo il fallimento societario sotto Cecchi Gori. La prima estate in massima serie vede, come immaginabile, un’ondata di rinnovamento, ed in particolare una discreta infarinata di calciatori dalla Juventus: un giovane Chiellini in prestito, e due profili presi con quel fantasma calcistico-economico che oggi non c’è più da qualche anno. Dai bianconeri ecco perciò, al 50%, Maresca e Fabrizio Miccoli. Quest’ultimo è il protagonista odierno di questa rubrica, e tra i due, entrambi rimasti in viola per una sola stagione, è anche quello che sarà capace di lasciare maggiormente il segno. La formula dell’acquisizione di Miccoli da parte dei viola è la seguente: 14 milioni versati ai bianco-neri, che contemporaneamente ne lasciavano la metà esatta nelle casse gigliate, mantenendosi la compartecipazione sul cartellino. Per l’attaccante salentino, fisico compatto e piede fatato che gli valse il soprannome di Romario del Salento, una sorta di liberazione personale visti gli screzi con la celebre triade dirigenziale Moggi-Giraudo-Bettega che avevano caratterizzato la precedente annata in quel di Torino. Non sapeva ancora che ci sarebbe tornato a fine stagione, seppur solamente di passaggio. Giusto il tempo di disputare un’ottima stagione nel capoluogo toscano, seppur in un campionato assai complicato per la squadra in maglia viola. Una Serie A, quella del 2004/05, sulla quale poi calerà successivamente la pesante ombra di Calciopoli, al tempo però ancora piuttosto lontana dall’emergere. La Fiorentina ci arriva con piglio sbarazzino e voglia di fare, ma si deve rapidamente scontrare con la realtà che racconta di una stagione molto faticosa, alle prese con il fango della zona retrocessione e il rischio di sprofondare nuovamente nelle torbide acque della cadetteria. Si arriva dunque a giocarsela all’ultima giornata, nello scontro interno con il Brescia aperto proprio da Miccoli su calcio di rigore. La partita finisce 3-0, e la Fiorentina è salva, anche grazie ai 12 gol in A del piccolo bomber salentino. La sua avventura in riva all’Arno, di fatto, però finirà lì: alle buste, metodo con cui si risolvevano le comproprietà, se lo riaggiudica la Juventus, che offre 2 milioni a fronte degli 1,5 della Fiorentina, prima di lasciarlo nuovamente partire, in direzione Lisbona, per abbracciare il Benfica. Ma questa è già un’altra storia. A riportarlo, Tuttomercatoweb.com.

Redazione

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