Nel match contro il Galles Federico Bernardeschi ha confermato ancora una volta che esistono due versioni dello stesso calciatore: quella azzurra e quella juventina, la prima decisamente più brillante della seconda. Mancini è dunque riuscito a recuperarlo, anche se, per stessa ammissione del giocatore, grandi meriti sembra averli il “percorso Hoffman”. Si tratta di una tecnica di crescita personale nata cinquant’anni fa in California, che consente di “scoprire la persona che sei realmente”, e che ha convinto l’ex Fiorentina a giocare “non più per gli altri, ma per me stesso”. Forse è proprio per questo – osserva il Corriere della Sera – che Federico si piega, ma non si spezza mai.
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