Intervenuto al Corriere dello Sport, Nicolò Fagioli ha parlato della sua scelta di sposare la causa della Fiorentina e ha anche spiegato il motivo per cui trova molta sintonia con Raffaele Palladino sia umanamente che tatticamente parlando:
C’era il Marsiglia, c’erano diversi club. Ho scelto chi mi ha voluto di più, sono state fondamentali le chiacchierate con Pradè, con Goretti e Palladino. Moise? Lui mi ha detto ‘vieni qui che si sta bene’. Il Viola Park è davvero fantastico […] Squalifica? Sbagliare è umano, soprattutto a una certa età, con questo non mi assolvo. Importante è non ripetere l’errore, gli errori… Le persone che ti vogliono veramente bene le riconosci nel momento della difficoltà, quando tutto intorno a te è nero. Io la squalifica non la dimentico, me la porto dentro, ma adesso sono ripartito. Perseverare nel giusto, questa è la vera battaglia che so di poter vincere.
Posizione in campo? Dipende da cosa mi chiede l’allenatore, se devo stare più alto o più basso. Con Palladino gioco a tre e mi trovo bene. E le tre partite in una settimana non mi pesano. Stanchezza? A vent’anni è impossibile, a trenta forse. È anche vero che il giocatore esperto sa come dosare le energie.
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