Vi riportiamo un paio di passaggi di Rock n Gol, la rubrica del sabato a cura di Benedetto Ferrara su La Nazione: “La scena la immaginiamo così: Castrovilli, con la borsa in spalla, che si avvia verso l’uscita del Viola Park e Amrabat che da dietro la finestra con sguardo sconsolato gli fa ciao ciao con la manina. Come dire: buon viaggio Gaetano, forse ci vediamo in Premier. E dai, frugati United, che qui dobbiamo fare la squadra. L’addio del numero dieci un po’ dispiace, ma non è certo un dramma. Poi gli effetti immediati sono sempre gli stessi. Chi urla all’ingrato, chi all’ennesima cessione eccellente. Ma basterebbe capire una cosa semplice: quando un calciatore se ne va, e questo vale ovunque, ci guadagnano tutti: società, calciatore e, soprattutto, procuratori, quelli che nel calcio spesso comandano il gioco. […] Se esite una logica, alla grandezza del Viola Park seguirà quella di una Fiorentina vincente. Ora quindi ci si aspettano colpi d’autore. Noi su Berardi una pietra sopra non ce l’abbiamo ancora messa. Ma forse è solo una illusione ottica, chissà. Intanto benvenuto Infantino. Se davvero sei un crack costato solo 4 milioni a Burdisso andrà fatta una statua. E poi vuoi mettere andare allo stadio e potersi alzare in piedi per gridare “Vai Ginooooooooooo”. Un sogno realizzato, comunque”.
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