Maledetta domenica. Doveva essere la gara del riscatto. Doveva dimostrare che il disastro di Cagliari è stato solo un, brutto, incidente di percorso. Non è stato così e qualsiasi giustificazione a questo punto regge poco. Anche il Cagliari aveva ed ha delle assenze pesanti, discorso analogo per il Verona. Le assenze dunque possono essere un’attenuante, non possono giustificare una prova del genere. Senza gioco, senza grinta, senza identità, senza cuore: a novembre sono lacune gravi. Le disgrazie non vengono mai da sole. Pezzella subisce una gomitata sullo zigomo da Di Carmine, deve uscire, domani sarà operato, si prevedono tempi abbastanza lunghi. La speranza è rivedere il capitano per le gare di dicembre. Rendimento discontinuo. Alti e bassi, gare giocate a viso aperto contro le grandi del campionato (anche nella sconfitta), prestazioni sconcertanti contro le piccole (Genoa e Verona). Due sconfitte consecutive, prima un pareggio contro il Parma strappato da una torsione di Castrovilli, l’ultima vittoria contro il Sassuolo il 30 ottobre. Le tre vittorie consecutive contro Sampdoria, Milan ed Udinese, il gioco leggero, la difesa solida un timido ricordo. La squadra si è accartocciata ma non si riesce a capire il perché. “Siamo svuotati” confessa Badelj, uno dei senatori del gruppo. Svuotati perché? Svuotati da chi? Dai troppi impegni? La squadra gioca una volta sola la settimana. Dalla troppa pressione? È stato detto che questa è una stagione senza obiettivi. O è successo qualcosa che non si sa o questo svuotamento è difficile da spiegarsi. Caso Chiesa. Che sia pube, che siano gli adduttori, che sia un imprecisato dolore muscolare adesso è ufficialmente un caso. Caso di cui si sarebbe fatto volentieri a meno visto il momento poco sereno. Gestito malamente da ogni punto di vista. Comunicativo soprattutto. Non si conoscono le reali condizioni del giocatore, crescono i dubbi, le supposizioni soprattutto perché manca una nota ufficiale della società in merito. Manca ora come è mancata nelle settimane scorse visto che si parla di qualcosa di pregresso. Un acciacco oscuro, oscuro come quello che sembra aver colpito la Fiorentina. La squadra dovrebbe, dovrebbe giocare sulle ali di quell’entusiasmo iniettato da Commisso ma non è così.
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