Un’altra storica firma del Corriere dello Sport-Stadio, Alberto Polverosi, ricorda il collega Alessandro Rialti. Nel suo articolo Polverosi rimarca quel legame indissolubile tra Rialti e il suo giornale: “Sandro così no, cazzo. Così non lo dovevi fare. Più di quarant’anni insieme, in via Condotta, poi in via Carnesecchi e tu molli me e tutta la tua gente in questo modo. Ti ho chiamato alle 6:30 del pomeriggio, abbiamo sparato le nostre bischerate, mi hai chiesto, puttana della miseria, se c’erano novità al giornale. Novità al giornale… In tutta la mia vita non ho conosciuto nessuno, giuro nessuno, che avesse questo cazzo di giornale dentro se stesso come te. Io sono qui che non realizzo. Non capisco, non mi rendo conto. Cosa dovrei scrivere ai lettori che già non sappiano di te? Che sei unico? Lo sanno. Che sulla Fiorentina non è mai esistito un cronista come te? Sanno pure questo. Che tutti gli allenatori passati dalla Fiorentina ti hanno sempre dato la formazione il giorno prima? Anche questo è noto. Dovresti sentire la voce di Claudione quando l’ho chiamato… ma un racconto voglio che resti alla tua gente. Nel 2004, il giorno in cui chiusero la nostra redazione di via Carnesecchi, io ero già stato trasferito a Milano. Tu mi chiamasti la sera e mi dicesti: ‘L’unica consolazione è stata la tua assenza. Mentre portavano via le scrivanie, i libroni e tutte le nostre cose, saresti stato troppo male’. Mi venne da piangere, mentre ora non ci riesco. Anche perché tu resterai sempre con me”.
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