L’ex allenatore degli Allievi della Fiorentina, Matteo Cioffi, ha parlato a gianlucadimarzio.com dei talenti che ha allenato in viola, come Niccolò Zaniolo: “Non sapeva gestire la sconfitta. Gli veniva sempre mal di stomaco e chiedeva il cambio. La prima volta capitò a Montevarchi, dove stavamo perdendo 2 o 3 a 0 contro una squadra di Serie D, stesso episodio a Coverciano in un’amichevole contro la Nazionale. La scorsa stagione ero al Franchi quando la Roma ha perso 7-1 contro la Fiorentina in Coppa Italia. Una batosta a quei livelli, però lui ha lottato come un leone dall’inizio alla fine. Che orgoglio”. Orgoglio anche quando Gianluca Mancini, altro prodotto del vivaio viola, esordì in Serie A proprio al Franchi contro i viola: “Arriva e mi abbraccia, urlandomi: “Questo è per te”, poi mi ha lasciato la maglia”. E Riccardo Sottil? “Quest’anno la Fiorentina deve credere in Sottil. Giocava nelle giovanili del Torino, un giorno mi squilla il cellulare mentre sono in macchina, mi dicono che se ne vuole andare da lì. “Se è quel Riccardo, faccio inversione e lo vado a prendere io” dico. Aveva doti grandiose, con quel ciuffo sembra sempre un po’ abulico, ma in realtà dà l’anima. All’esordio è devastante, prende due botte e decido di metterlo in panchina per il secondo match. Gli dico che a breve ricomincia il campionato e che è giusto che giochino un po’ tutti. Non ne vuole sapere di stare fuori. E’ uno che nei momenti difficili vuole sentirsi le responsabilità addosso”.
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