La Fiorentina di Raffaele Palladino si lecca le ferite dopo il brutto pomeriggio passato ieri al Franchi contro il preparatissimo Como di Cesc Fabregas. Tra i peggiori nelle fila della Viola, non può non essere menzionato l’ex Genoa Albert Gudmundsson, autore – fino alla sua sostituzione per infortunio – di un’altra prova incolore.
Stando infatti alla Nazione, l’ex rossoblù sta vivendo una specie di eclissi in una stagione che praticamente lo ha visto sempre ai box e sempre in difficoltà sotto il punto di vista delle prestazioni e del coinvolgimento nella manovra offensiva: a meno di un exploit in queste ultime partite da qui a maggio, il riscatto pattuito con il Genoa potrebbe non essere così scontato e così ovvio per la dirigenza gigliata come poteva sembrare a inizio stagione, quando Gud era arrivato in pompa magna a Firenze dopo una trattativa estenuante. La realtà, oggi, racconta invece di un ragazzo che non riesce a incidere e a far vedere i lampi apprezzati l’anno scorso al Ferraris.
Dovevano cambiare verso alla gara, offrire fantasia, velocità se non proprio imprevedibilità (non chiediamo tanto). Colpani sulla fascia destra non ha inciso, quando ha avuto la palla è stato tamponato e non ha avuto la forza, la testa, la voglia di provare a saltare l’uomo e ad allungare. «Gud» sembra l’ombra di se stesso, di quello ammirato nel Genoa: forse vorrebbe spaccare il mondo ma la sua forza si affievolisce in un batter d’occhio (ieri è uscito per una botta, ma non poteva stringere i denti e restare in campo?). La Fiorentina avrebbe bisogno di loro per la corsa europea.
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