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Serie A 1931/32, Ambrosiana-Fiorentina: un Derby Danubiano

Istvan Toth, detto Potya (“Carpa”), fu allenatore dell’Inter per un’unica stagione. Il suo calcio, come d’altronde tutto quello Danubiano, anticipa di molto, nella sua scientificità, i nostri tempi. In realtà, è proprio da questa “Scuola” che il calcio di oggi nasce e, successivamente, ne rafforzerà i concetti.

Toth basava i suoi allenamenti con schede personalizzate per ogni calciatore: caratteristiche fisiche e tecniche, punti deboli e di forza. Prediligeva un calcio senza vere e proprie posizioni nitide sul campo: bisognava seguire il ritmo della partita. L’intensità, peculiarità fondamentale per il calcio, ad esempio, di Vincenzo Italiano, ne faceva da padrona. Leader carismatico: voleva disciplina e attaccamento ai colori della maglia.

Morì fucilato il 6 febbraio del 1945, pochi giorni prima della liberazione di Budapest dai nazisti. Assieme al suo amico Geza Kertesz, anch’egli allenatore, aiutava a scappare donne, bambini e uomini ebrei dal ghetto della città ungherese. Ma il destino volle altro. Dopo una soffiata, i tedeschi li catturarono entrambi, li torturano e poi li giustiziarono.

Hermann Felsner fu allenatore della Fiorentina per due stagioni. Applicava un calcio dettagliato, maniacale. Allenava i calciatori sui fondamentali (questa idea è il frutto del genio precedente di Jimmy Hogan, figura fondamentale che diede il là alla “scienficità” del Calcio Danubiano) e sulla tattica. Le sue squadre erano forti fisicamente e ben preparate tecnicamente. Dunque, molto solide. Anche lui osservava e appuntava le caratteristiche di ogni calciatore.

Ha legato la sua storia soprattutto al Bologna, con cui vinse quattro Scudetti. Nei due anni a Firenze, invece, raggiunse, in campionato, un quarto e un quinto posto.

Erano loro due che si affrontavano quel giorno a Milano: un ungherese e un austriaco. La futura Aranycsapat contro il Wunderteam. Un vero e proprio Derby Danubiano.

Le formazioni:

AMBROSIANA (Inter): Smerzù, Perduca, Allemandi, Rivolta, Viani, Castellazzi, Visentin III, Serantoni, Meazza, Demaria, Ferrero L. All. Toth
FIORENTINA: Ballanti, Gazzari, Vignolini, Pitto, Bigogno, Neri, Prendato, Busini III, Chiecchi III, Galluzzi, Rivolo. All. Felsner

Ad arbitrare c’era il Sig. Melandri della Sezione di Genova.

Al 27′ del primo tempo la viola passa in vantaggio con Bruno Neri che segnò, quel giorno, la sua unica rete con la maglia del club gigliato. Al 30′, però, rispose un certo Giuseppe Meazza.

Il match terminò sul punteggio di 1-1. 

Alla fine del campionato, la Fiorentina si piazzò quarta davanti al Milan quinto e, proprio, all’Ambrosiana (Inter) sesta.

Una breve storia.

Manuel Cordero

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