Ecco le parole di Angelo Di Livio, ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno: “Quando la Fiorentina fallì, fu un momento buio. Non saluto più nemmeno Marco Rossi. A Firenze giocai quasi gratis, e rimasi, nonostante molte altre compagini, tra cui il Brescia, mi stessero offrendo uno stipendio più che importante. Lo stesso Baggio provò a convincermi a cambiare la maglia, ma volevo far qualcosa di grande e bello per la città di Firenze. Molti giocatori si fecero influenzare dalla brama di denaro, calciatori che sotto il punto di vista umano, non inesistenti. Io, così come Enrico Chiesa, ero più che disposto a rimanere alla Fiorentina, ed agire nel bene della squadra, ma molti giocatori non si fidarono della società. Il mio rapporto coi Della Valle?Stava nascendo qualcosa di molto positivo; tuttavia di scaricarono. Si comportarono molto male con me: mi diedero un ruolo più che marginale in società, nelle giovanili, nonostante io volessi un posto più rilevante in dirigenza.”
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