Il giornalista Carlo Pizzigoni ha analizzato la sconfitta della Fiorentina in finale di Conference League.
Nella seconda finale europea si è vista una Fiorentina che ha avuto un po’ di paura ed è stata condizionata dalla partita persa col West Ham. Quando la partita è brutta le squadre di Mendilibar hanno un’occasione in più e la differenza l’hanno fatta una mancata copertura di Ranieri e una buona chiusura dell’ottimo Carmo su Ikone. A Kouame manca freddezza sotto porta. La squadra era troppo in tensione e non riusciva a giocare il suo calcio, mi aspettavo che Dodô riuscisse ad incidere di più. La Fiorentina però quando non ha il controllo del palleggio subisce di più la partita e non è lucida nella giocata, sembrava che volessero evitare a tutti i costi i rischi, ma chi non rischia non gioca. L’ingresso solo al 105’ di Beltran? Per come si è sviluppata la partita, con molte palle alte, aveva più senso scegliere altri tipi di giocatori. Credo che Beltran abbia fatto una stagione di ambientamento e il prossimo anno vedremo un giocatore molto più importante sotto tutti i punti di vista. C’è poi sempre il problema del centravanti, El Kaabi alla Fiorentina sarebbe il miglior attaccante ed è inutile girarci attorno, anche se qualcosa di più era lecito attendersi. Hezze è un altro calciatore in crescita e pronto per un campionato maggiore di quello greco, un buon investimento. Mi spiace poi dirlo ma l’Olympiakos è una squadra che ha dei valori che sono superiori alla Fiorentina, nonostante giochi un calcio brutto. I greci sono una società in notevole evoluzione ed hanno vinto la Youth League
Italiano ha riportato in alto il nome della Fiorentina, che negli ultimi tempi era caduta veramente in basso. Con Italiano la squadra ha cercato di essere competitiva, anche in Europa, sebbene in Conference, al livello più basso. L’ambiente di Firenze è molto complesso da gestire ed è stato un buon percorso, nonostante rimanga molto amaro in bocca perchè non è arrivato il titolo che avrebbe coronato il tutto. Italiano ha comunque ottenuto una costante credibilità col suo lavoro alla Fiorentina. Italiano andrà via perchè si è arrivati ad un livello in cui bisogna cambiare, o tanti giocatori o allenatore: c’è necessità di avere un minimo di shock a livello ambientale. Ora si parla molto di Palladino per la panchina della Fiorentina
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