Oggi nella sala stampa di Coverciano è toccato a Matteo Pessina, uomo copertina della Nazionale con i suoi 2 gol fondamentali sin qui per il prosieguo della competizione. Questi alcuni estratti: “Ero partito come ventisettesimo, non ci pensavo però più di tanto. Mi sono sentito parte di questo gruppo, sempre. Il bello di questa squadra è che il mister riesce a far sentire tutti importanti. Di momenti difficili ce ne sono stati quando non giocavo in C, ho anche pensato di smettere ma sono andato avanti perché amo giocare a calcio e voglio farlo per tutta la vita.” E poi anche qualche parola sui nonni: “Hanno visto la partita in un bar aspettando il traghetto ed erano contentissimi. Poi mio nonno ha detto a tutti che ero suo nipote e gli hanno offerto da bere. La mia famiglia è stata la mia fortuna, mi hanno sempre tenuto coi piedi per terra e insegnato il valore dello studio che per è sempre venuto prima del calcio. L’allenamento o la partita era un premio, e questa cosa me la sono portata avanti: per me non è un lavoro. E anche i miei compagni hanno tante passioni”.
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