Benedetto Ferrara all’interno de La Nazione fa un analisi sulla Fiorentina: “Dottore, sono venuto da lei per provare a risolvere un problema che mi porto dietro da un bel po’. Vede, quando avevo otto anni ho vinto uno scudetto. Per me il primo, ma in realtà era il secondo. Ho ricordi un po’ vaghi ma ciò che ho ben impresso nel cervello è ciò che pensai allora: beh, se ne ho vinto uno a otto anni chissà quanti ne vincerò da qui a quando divento grande. Invece niente. Meglio secondi che ladri, ho detto. Giusto. Bisogna reagire. Come quando son fallito. E’ primavera, il centro sportivo è quasi pronto e la mia squadra è in corsa per due trofei. E allora lei si chiederà: qual è il problema? Già. Il problema si chiama stadio e me lo porto dietro da un bel pezzo. Mi sono finito il cervello per capire dove saremmo andati a giocare quando ci sarebbero stati i lavori e mentre cercavo una soluzione scopro che mancano 55 milioni perché dicono che il Campo di Marte non è una periferia degradata. Ma solo perché non hanno mai visto i bagni delle curve. Dottore, mi dica che non sono grave. Come dice? Ok, devo distrarmi. Penserò all’Inter, a Cremona, alla Polonia. Giusto, una cosa per volta. Niente plastici, prometto. Ok, ma la scuola Marescialli? Empoli? Scherzavo. Arrivederci dottore. A presto… e forza viola. Sempre”.
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