Secondo quanto riporta la Nazione, in quei territori di frontiera, lontani dalla civiltà e spesso dalla legge nei saloon più a rischio, facevano bella mostra cartelli del tipo: «Non sparate sul pianista, sta facendo del suo meglio». Rimbalza proprio questo singolare appello anche a Firenze, dopo un inizio di stagione prodigo di soddisfazioni in Europa, ma che in campionato stenta a decollare. Il pianista Italiano, in questo momento, è nel mirino (sportivo ci mancherebbe, ndr) anche perché alcuni problemi sono venuti fuori in modo netto dopo l’ultima deludente prestazione di San Siro. Il rischio però di sottolineare oltre la reale oggettività le difficoltà viola può essere controproducente, considerato quanto accaduto la passata stagione, quando l’inizio è stato balbettante e il finale ad un passo dall’essere storico. E allora andiamo con ordine e partiamo da un dato numerico e di fatto: in questo momento la retroguardia viola è la peggiore dell’intera serie A, con 7 reti subite. Di contro l’attacco è tra i più prolifici (6 reti), ma nella casella individuale stride con forza l’assenza di reti dei bomber designati. Infatti, sia Nzola che Beltran hanno sparato a salve, evitando così anche il pianista, giusto per rimanere in tema. Dunque al momento la rivoluzione d’agosto non ha generato l’arrivo di stoccatori implacabili.
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