Jack Bonaventura e la maglia viola. Un matrimonio che si doveva fare. Prima o poi. Fin dai tempi dell’Atalanta la Fiorentina lo corteggiava ma poi Jack sceglie il Diavolo. Nella Milano sponda rossonera, in tempi di vacche magre, scheletriche, Bonaventura si distingue per impegno e duttilità. Il punto più buio l’infortunio alla cartilagine del ginocchio che gli fa saltare ben 32 partite. Poi di nuovo in campo, di nuovo decisivo e amato. Un innesto maturo e completo per la Viola concreta di Beppe Iachini e soprattutto a costo zero. Sebbene non più un virgulto, il classe ’89 di San Severino Marche copre svariati ruoli nella mediana, segna reti anche provvidenziali, una maglia azzurra conquistata lavorando con fatica e costanza. E infatti sotto la Madonnina già si levano i tristi lai. Come dargli torto. Bonaventura colmerà alcune patenti lacune della mediana viola. Senza filtro la difesa va in agonia, senza fantasia non si buca la rete. Negli ultimi anni l’assenza di un centrocampo di qualità si è vista e ha generato ripercussioni sul rendimento degli altri reparti e su quindi su tutta la Fiorentina. Dopo una lunga traversata nel deserto, dopo tanto pane e Badelj, la triade ABC, Amrabat, Bonaventura, Castrovilli, promette bene.
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