Il Giornale ricorda che la deadline si avvicina, lunedì 19 l’Uefa comunicherà se Roma sarà una delle sedi del prossimo Europeo di calcio. Ma a Nyon la decisione finale sarà presa già nel weekend, ciò vuol dire che una risposta del Governo italiano sull’apertura fra due mesi dello stadio Olimpico almeno al 25 per cento della capienza – circa 16-17 mila spettatori, il dato minimo richiesto – dovrà arrivare nel giro di 72 ore. Di proroghe ovviamente l’Uefa non vuol sentire parlare, non si può aspettare oltre specie se andranno rifatti i calendari. La questione è politica, non c’è dubbio: una parte della maggioranza guarda con diffidenza a quell’ok all’Europeo che porterebbe alla rivolta ogni altra categoria in sofferenza (dai locali alle palestre). E’ chiaro che il tentennamento del Governo italiano e i messaggi ambigui del Cts spingano gli altri Pesi a cercare di prendersi la nostra “vetrina”, vedi la Turchia che ospiterà la finale di Champions a Istanbul meno di due settimane prima del via agli Europei, il 29 maggio, con i tifosi sugli spalti.
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