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Ti preoccupi di chi si vende…ma conta chi si acquista

Le dichiarazioni odierne di Nikola Milenkovic hanno un che di dejà – vu in casa Fiorentina. “Posso solo dire un enorme grazie a tutto quello che mi hanno dato questa città, questa società, questi tifosi. Qui alla Fiorentina sono diventato un uomo”. Questo il termine di un lungo e bel resoconto fatto dal serbo sui sui anni in casa viola. Un sunto che sa di saluto e di un “Fiorentina ti amo, ma…”  pronto a completarsi nella prossima sessione di calciomercato. Che il difensore serbo possa a breve seguire Bernardeschi, Chiesa, Alonso e tutti coloro che hanno lasciato Firenze in cerca di “migliori lidi” non sarebbe una sorpresa. Così come non sono una notizia le tante squadre interessate a Dusan Vlahovic, per citare un altro di cui si sentirà molto parlare in sede di mercato. Rocco Commisso, comprensibilmente, fa la voce grossa e non vorrebbe privarsi dei suoi gioielli. D’altra parte, “Nessuna grande squadra vende i propri uomini migliori” han detto molti tifosi lamentandosi degli ultimi mercati viola. Giusto? Sbagliato. Un giocatore senza voglia e stimoli e non più dentro mentalmente il progetto Fiorentina non è un valore aggiunto e trattenendolo si rischia solo di ritardare di un anno l’inevitabile facendone solo diminuire il prezzo a suon di alti e bassi. Se chiedere offerte consone al valore del giocatore è sacrosanto, fare muro e mettere i bastoni tra le ruote, caso Chiesa dimostra, è controproducente per tutti. “Mercenari” diranno alcuni. Calciatori, dico io. Che sognano di vincere trofei e di vedere soddisfatte le proprie ambizioni. Economiche, certo. Ma soprattutto di progetto. Ecco perché non basta dire “la Fiorentina è una grande squadra, noi non vendiamo” per impedire alle sirene di mercato di suonare più forte della passione per la Viola. Serve che a crederlo per primi siano i giocatori. Serve crescere. Serve un progetto che porti a dire “no” a tutto il resto, per quanto lusinghiero. Il percorso per arrivare a questo, purtroppo, passa anche dalle vendite. Perché la grande squadra non si riconosce da chi vende, ma da chi acquista. Da come si evolve. Il problema non è stato vendere Bernardeschi e Chiesa, ma aver speso i soldi delle loro cessioni per arrivare in zone di classifica non consone alla Fiorentina, in soldoni. “Chi compra la Fiorentina?”. Eccola, la domanda che vale una stagione.

Beatrice Canzedda

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