Su La Repubblica la rubrica di Stefano Cappellini. Questo un estratto dell’articolo uscito questa mattina sulle pagine del quotidiano:
Devo dire però che, nonostante un pareggio interno con il Riga sia una roba un po’ indecorosa, ho trovato eccessivi i fischi a fine partita. Per carità, come si dice in questi casi, chi paga ha il diritto di esprimere dissenso, se crede. Ma i fischi hanno senso quando manca impegno, quando i giocatori tirano indietro la gamba, se la squadra è svagata o indolente. Onestamente, non mi sembra questo il caso. Il che, peraltro, da un certo punto di vista è un’aggravante. In certi casi i fischi non sono uno stimolo, e neppure una punizione, ma solo una zavorra sulle spalle dei giocatori. E invece una delle svolte positive della scorsa stagione è stata proprio la bella sintonia tra i tifosi e la squadra. Del resto, c’è gente che crede alle scie chimiche, ci sarà anche qualcuno convinto che i fischi trasformino Cabral in Batistuta.
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