Nell’estate del 2015 la Fiorentina si apprestava ad affidare la panchina al portoghese Paulo Sousa. Come nuovo riferimento offensivo fu scelto un croato che forse solo gli osservatori più accaniti dell’Europa League potevano dire di conoscere davvero: Nikola Kalinic; pronto ad esordire fin da subito in virtù di un’ottima condizione fisica pregressa, grazie ai ritmi diversi del campionato ucraino rispetto ai tornei top d’Europa. Il debutto, nel 2-0 interno ai danni del Milan, fu folgorante. La prima stagione, una volta poi portata a compimento, incoronò Kalinic tra i migliori centravanti della Serie A. Tempo di un’altra annata a Firenze, meno d’impatto ma pur sempre sufficiente, prima di un trasferimento infuocato: per circa 25 milioni di euro complessivi, sarà del Milan. Lì per lì i tifosi viola la presero malissimo, convinti di aver perso un fattore unico per la via del gol: il tempo poi smentirà quel sentimento, convincendoli anzi di aver assistito ad un’esplosione estemporanea, e ad una cessione effettuata al momento giusto. A riportarlo, TMW, presso la sua consueta rubrica “Le grandi trattative”:
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