Qualcosa+di+contraddittorio
fiorentinaunocom
/news/520260324870/qualcosa-di-contraddittorio/amp/

Qualcosa di contraddittorio

Bisognerebbe smettere di inneggiare. Bisognerebbe dare l’estremo addio alle passioni. Bisognerebbe abbattere gli idoli.

Rafforzare la dipendenza dalle chimere, non ne elude il carattere passeggero. Alla fine, emerge sempre quel riflesso che nascondiamo con trucchi e con maschere. Dovremmo prendere le cose come sono. Semplificare.

Cosa rende speciale qualcosa, se non una rappresentazione astratta e immaginaria. Nulla di più lontano dalla realtà. E questa non sarebbe così orribile.

Nel razzismo c’è qualcosa di per sé contraddittorio. Non solo nell’atto che lo accompagna, ma proprio nell’esistenza della parola.

Michel Foucault diceva, e a buon veduta, che sia sul razzismo e sulla discriminazione che si basi il perpetuarsi dei princìpi della nostra società. Per lui razzismo non era riferito solo al colore della pelle, ma anche alla classe sociale e al ruolo della persona all’interno della sua classe. Se guardassimo alle scuole, tanto per prendere “classe” in senso lato, potremmo già vedere nelle bocciature, nei voti, persino nei programmi scolastici la discriminazione.

I metodi di insegnamento usati dai pellerossa, prevedevano lo sviluppo cognitivo della persona. Quando ai bambini veniva posta una domanda, alle loro risposte non veniva data né valenza negativa né positiva. Inoltre, si esercitavano i sensi all’ascolto. Per esempio: i bambini abbracciavano un albero bendati che poi dovevano ritrovare.

Mentre gli europei li portavano nelle “riserve”, se il gruppo si fermava ad aspettare chi fosse rimasto indietro, oppure per far riposare i più piccoli, i più anziani, ai bambini veniva spaccata la testa contro un albero, o si uccideva chi era stanco, chi si ribellava. Sospinti avanti, avanti. Fino a morire. “Tutti gli uomini sono parenti”, detto Navajo. Così ci avevano accolti. 

Ancora oggi cercano di togliere qualunque rimasuglio della loro cultura. E non solo loro. Ma nessuno ne parla.

Per farla nazionale: gli italiani nelle miniere. Nelle scuole questa parte della nostra storia non viene minimamente toccata. Ammassati come bestie e senza la minima sussistenza. Discriminati nelle scuole, nella vita quotidiana e sul lavoro.

Questo non giustifica il fatto accaduto a Koulibaly. Non vuole legittimarlo. Tenta solo di rendere coscienti. Coscienti che, se vogliamo dire basta, dovremmo squalificare il fondamento che è il principio reale della società: la contraddizione. E questo la specie umana non lo può accettare.

Manuel Cordero

Published by
Manuel Cordero

Recent Posts

La Fiorentina accelera sulle uscite: settimana decisiva per sbloccare il mercato

La Fiorentina continua a lavorare sulle uscite e Fabio Paratici punta ad accelerare alcune operazioni…

1 minuto ago

La beffa arriva dal Sassuolo, Fiorentina senza parole

La Fiorentina continua a lavorare sul mercato in entrata. Dopo aver già ufficializzato cinque nuovi…

24 minuti ago

Asse caldo di mercato tra Fiorentina e Real Madrid: spunta un nuovo nome per i viola

La Fiorentina continua a muoversi sul mercato alla ricerca di nuovi profili offensivi da mettere…

56 minuti ago

La Fiorentina irrompe sul gioiello conteso da mezza Serie A: la situazione

Il mercato della Fiorentina entra in una fase decisiva, soprattutto per quanto riguarda le corsie…

2 ore ago

Non c’è spazio per il bomber con Grosso, cambia maglia in Italia

Il suo futuro sembra essere lontano dal Viola Park. Il giovane centravanti classe 2006 è…

2 ore ago

Kean infiamma il mercato viola, pronta un’asta internazionale: spunta un nuovo club su di lui

Il futuro di Moise Kean continua a tenere banco dopo la scadenza della clausola rescissoria…

3 ore ago