Non c’è niente di più desiderato, di rientro in casa al termine di una fredda giornata, con la stanchezza ancora nelle ossa, di un piatto caldo di una buona minestra. Invitante, confortevole, accogliente. Non è una sorpresa che anche la Fiorentina, dopo un gelido e turbolento inizio di stagione, sogni di rientrare a “casa”, tra le big di nostro campionato, e trovare qualcosa che possa riscaldare e confortare gli animi pericolosamente tiepidi di casa viola. La “ricetta perfetta” un anno fa aveva le sembianze di Rocco Commisso. Innovativo, arrivato dagli Stati Uniti, entusiasta e entusiasmante. Non si fraintenda…in un anno il patron viola di aria nuova ne ha portata parecchia. Eppure, tra un centro sportivo e una lotta per lo stadio, un investimento e un colpo alla Ribery, si è scoperto che anche il ciclone Commisso in fondo sembra avere la passione per la minestra….riscaldata. Pradè. Antognoni, Iachini, Dainelli, Aquilani in società, Badelj, Borja Valero, Biraghi in campo…in questi mesi i ritorni (e le ripartenze) in casa Fiorentina sono stati molteplici. Alcuni più fortunati, altri meno insomma…ma Commisso e Barone hanno scelto spesso di affidarsi al “made in viola” per provare a riportare la Fiorentina ai fastidi un tempo. Bisogno di certezze e calore in un ambiente che per troppo tempo non ne ha avuto? Probabile. Saggezza nell’affidarsi a chi almeno inizialmente potesse inculcare quel senso di appartenenza andato perso? Sicuramente. La linea sembra proseguire tutt’ora. Nostalgia e intelligenza, direbbero alcuni. Mancanza di idee, ribatterebbero altri, e di riuscire a cogliere a pieno l’ambiente viola. I ritorni, questo è certo, dividono e fanno sempre rumore. Soprattutto ora che, in queste ore di dubbi sul futuro della panchina viola, con il destino di Iachini incerto, i nomi più papabili sono quelli del mai dimenticato Prandelli, e di un incredibile Montella tris. Tanti bellissimi ricordi lasciati il primo, una esperienza memorabile e una da dimenticare per l’Aeroplanino. Qualora uno dei due scenari dovesse concretizzarsi di certo non lascerebbe indifferenti. Come al solito poi sarà il tempo a dare risposte e a farsi giudice delle scelte societarie. In fondo, riscaldata o no, l’importante è trovare la minestra. Di minestroni negli anni a Firenze se ne sono mangiati sin troppi.
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