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SERIE A, Oggi l’assemblea per decidere su calendario e stipendi

Oggi è in programma l’assemblea della Lega Serie A. Due argomenti: «Aggiornamento scenari calendario 2019-2010» e «Ipotesi accordo collettivo AIC-Lega A». Il limite temporale del 30 giugno verrà sforato, in maniera più o meno netta. Ed è su questo fronte – si legge su Gazzetta – che i pareri si dividono: rimettere in moto il movimento riporterebbe nelle casse dei club i soldi degli sponsor e di sicuro delle televisioni (che altrimenti saranno un ostacolo da affrontare con la partecipazione al tavolo del governo), non quelli del botteghino visto che le porte degli stadi rimarranno chiuse probabilmente fino a fine stagione. Rimettere in moto il movimento della Serie A sarebbe una garanzia per le parti più debole del settore. E ovviamente restano gli interessi di classifica. Il no, che comprende anche molti di quelli che oggi si dichiarano in attesa (prudente soprattutto chi resta impegnato anche nelle coppe europee), considera prioritarie altre questioni. Andare oltre il 30 giugno comprometterebbe anche la stagione successiva: chiusa quella attuale, ci sarebbe il tempo per una pausa breve e poi subito in campo per un tour de force che si concluderà con la preparazione a Euro 2021. Questione stipendi: per i club è una misura che deve riguardare tutto il periodo di inattività, quindi oltre alle ultime tre settimane di marzo, andrebbero considerate almeno anche le prime due di aprile. Poi, in base a quanto stabiliranno i decreti ministeriali, si potrà prolungare l’azione o meno. L’Aic, sindacato di categoria, limita lo stop ai versamenti a un mese soltanto. Posizioni inconciliabili: l’idea di un’intesa da presentare ai presidenti è naufragata. In linea teorica senza una giustificata motivazione ai mancati versamenti, i giocatori potrebbero procedere con la messa in mora del club o richiedere lo svincolo gratuito. Motivo per cui serve un criterio condiviso dall’assocalciatori. Che resta sulle sue posizioni, confermate dal presidente Tommasi ieri a Radio Kiss Kiss: «La riduzione degli stipendi non è una priorità, ma capire quando e se si tornerà. Se il campionato si fermerà alla bisognerà discutere in modo collettivo di queste 4 mensilità». Diversa è la questione dei tagli, procedura definitiva: è prerogativa esclusiva delle società contrattare con i propri dipendenti.

Redazione

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