La morte di Davide Astori è un caso ancora aperto. Su La Nazione spazio alle ragioni della difesa. I consulenti di Galanti, prof Vittorio Fineschi, Massimo Volpe e Gianfranco Sinagra, rispettivamente ordinario di medicina legale, cardiologia alla Sapienza di Roma e cardiologia a Trieste scrivono che secondo quanto emerso dall’esame post mortem sul calciatore la malformazione non era “sospettabile in vita” e “quanto tragicamente accaduto, stante l’assenza di sintomi, alterazioni elettrocardiografiche presentava il carattere dell’imprevedibilità e non prevedibilità”.
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