“Io sono qua con il computer e leggo ma non guardo nessuna partita. Non ci sono partite da vedere e mi manca molto il calcio ma ora c’è da pensare alla salute del nostro paese”. Così il presidente Viola Rocco Commisso ai microfoni di Radio Bruno. In filo diretto dagli States con l’Italia, in filo diretto con la sua Firenze. A Rocco non manca solo la maglia viola ma anche la “ciccia” – “con mia figlia facciamo la bistecca, non buona come quella fiorentina però” – confessa raccontando di un’episodio di quotidiana abitudine, di una “normalità” che, purtroppo, non si respira più in nessun angolo del mondo. Il Covid-19 non vuole fermarsi, così come in Italia anche negli USA, sbaragliando vite ed economia – “Abbiamo la figlia di un nostro fisioterapista che adesso è al Meyer. A Torregalli abbiamo un altro fisioterapista. A Santa Maria Nuova c’è un preparatore atletico. Nessuno è in pericolo di vita. In questo momento ho paura per gli elementi dello staff, ho sentito anche mio figlio in hotel a Firenze, fortunatamente sta bene…anche se non può uscire dalla camera da letto” – prosegue il tycon – “…ci sono stati molto morti ma l’economia mondiale si sta distruggendo, anche noi a Mediacom abbiamo mandato i nostri dipendenti a lavorare da casa”. Una catastrofe, come affermato in giornata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, paragonabile alla situazione vissuta in Europa durante la seconda guerra mondiale. L’economia rischia il collasso, le risorse scarseggiano quanto i posti di terapia intensiva e la situazione sembra non volersi placare. Le parole del sindaco Dario Nardella non rassicurano infatti Rocco ne tantomeno i fiorentini – “Abbiamo 21 nuovi casi a Firenze…tra qualche giorno vedremo se le misure del governo prese l’11 marzo sortiranno degli effetti. A prescindere dal tempo, serve che la gente faccia di più”. “Quello di aiutare Firenze per me è un dovere non un favore” – dice Commisso, ma sotto questo cielo plumbeo, questa volta, non c’è da affidarsi a stelle e strisce per la salvezza. Firenze e tutta l’Italia devono alzare la testa, reagendo con tutti i mezzi e le precauzioni in nostro possesso. È il secondo tempo di una partita che non può essere persa.
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