Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport il Fair Play Finanziario potrebbe essere giunto al capolinea. Questo sistema infatti per la UEFA rappresenta già il passato, dopo il blocco di un anno fa causato dal Covid. Di fairplay se ne farà un altro. Domani la UEFA ne parlerà in una conferenza aperta con il Parlamento UE per spiegare che è il momento di cambiare e che, verso fine anno, nascerà un nuovo sistema di regole, sicuramente molto diverso da quello istituito nel 2010. Non più fondato sul principio “spendi quanto incassi” ma su “spendi il necessario senza sprechi”. Servirà l’aiuto dell’Unione Europea o saranno guai. Il nuovo fair play avrà nel mirino necessariamente sprechi ed esagerazioni. Il calcio è in crisi, il mondo è in crisi, ma stipendi dei calciatori e commissioni degli agenti apparentemente non scendono. Al contrario, si parla di rinnovi e aumenti. Situazione non più sostenibile. Se impedire le spese non è più possibile, si cercherà almeno di imporre tetti a salari e trasferimenti. Salary cap? Ma non potrà chiamarsi così visto che per l’Ue non si può… Luxury tax? Se compri un giocatore versi anche una percentuale da distribuire al sistema. Nuovo break-even? Possibile. Tutte misure allo studio. L’obiettivo è quello di approvare il nuovo fairplay entro fine anno e farlo entrare in vigore dal 2022.
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