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Cecchi “Sartori è bravo ma anche lui commette errori”

Stefano Cecchi, ospite ai microfoni di “Radio Bruno“, nel programma “A Pranzo col Pentasport”, parla così sulla situazione della Fiorentina e sul ruolo sempre più in discussione del direttore sportivo.

Le sue parole

La Fiorentina migliore è quella in cui Arthur è in forma, così come lo è stato in passato per Torreira prima ed Amrabat poi. L’impianto di gioco di Italiano si impernia su quel ruolo lì. A Torino, Arthur era continuamente aggredito da Vlasic a tutto campo. La squadra però non può spengersi solo per una banale marcatura a uomo sul mediano. Anche Gonzalez e Sottil, così come contro la Lazio, insufficienti a Torino, manca qualcosa sempre lì. Il Bologna, che gioca un gran calcio, ad esempio, dipende estremamente dai suoi singoli, alla Fiorentina mancano quei guizzi sempre in quel ruolo lì. Nonostante il Torino sia complicato da affrontare in casa, è mancata la Fiorentina, bisognava sfruttare la superiorità numerica. Cambi di Italiano troppo condizionati dalle ammonizioni? Italiano ha fatto una scelta saggia nel togliere gli ammoniti, il rischio era troppo grande. La soluzione alla marcatura ad Arthur? Si chiama Martinez Quarta che si scambia col brasiliano. E’ la stessa cosa che ha fatto italiano avanzando Torreira per far scendere Castrovilli in regia in fase di costruzione“.

 

Su Parisi

“Troppe chance, ma quasi sempre nel ruolo non suo. Format della Coppa Italia? Via le teste di serie, si al calcio vero. La supercoppa araba è l’emblema del “calcio di plastica”. Direttore sportivo e società si sono mossi in modo indifferente rispetto al quarto posto di gennaio? Si, è un calciomercato che boccio. Non è stato sbagliato, perché si i giocatori sono comunque arrivati, ma è mancata forse la volontà della società e del direttore sportivo di fare quel qualcosa in più. Sartori come esempio? Ricordiamo che, a Bergamo, Sartori ha speso 30 milioni per Boga, e 25 per Lammers, è bravissimo ma anche lui fa errori. Il tanto odiato Corvino, oggi è uno dei migliori nel suo ruolo. Il Lecce, da due anni, si salva col minore dei monte ingaggi”.

Gabriele Fresa

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