Questa sera la Fiorentina farà visita all’Atalanta a Bergamo in una sfida che, per molti motivi, assume un sapore particolare. Sul campo, infatti, i viola dovranno affrontare Raffaele Palladino, l’ex tecnico che fino a pochi mesi fa era alla guida della squadra toscana.
Il percorso di Palladino con la Fiorentina è stato intenso e controverso: partiamo dal 3 giugno 2024, giorno in cui il tecnico ex Monza fu ufficializzato dalla Fiorentina, fino ad arrivare allo scorso 27 maggio, quando il presidente Rocco Commisso lo elogiò pubblicamente rinnovando il suo contratto. Ma tre giorni dopo, malgrado il rinnovo di contratto ufficializzato fino al 2027, il tecnico decise di dimettersi a causa di divergenze con la società, in particolare con l’allora direttore sportivo Daniele Pradè.

Dall’annuncio al Viola Park alle dimissioni: la storia in viola di Palladino
Nonostante non sia mai sbocciato l’amore tra l’ex Monza e la Viola, Palladino ha lasciato un’impronta indelebile nella scorsa stagione, portando la Fiorentina in semifinale di Conference League e al sesto posto in Serie A con 65 punti, frutto di una stagione costruita su vittorie pesanti contro le big; Lazio, Inter, Atalanta, Juventus, Roma, Milan e Bologna. Sono arrivate anche delusioni, come i soli due punti conquistati negli scontri con Monza e Venezia, episodi che hanno lasciato il rimpianto più grande ai tifosi viola.
Il bottino finale però rappresenta il miglior risultato della Fiorentina negli ultimi undici anni, dalla stagione 2013/14 di Vincenzo Montella, conclusa con un quarto posto valido per l’Europa League, e segna per la prima volta nella presidenza di Commisso il sesto posto finale, un risultato che non si vedeva dai tempi di Paulo Sousa nel 2015/16.

Nonostante questo traguardo, la Fiorentina di Palladino non centrò nessuno dei tre obiettivi stagionali: Coppa Italia, Conference League e accesso all’Europa League, scatenando le contestazioni dei tifosi. Per esempio, in una delle ultime gare al Franchi nel mese di maggio, il nome di Palladino, insieme a quello di Pradè, fu accolto da fischi e cori di dissenso.
Infine, sono arrivate addirittura le voci di un suo possibile ritorno sulla panchina viola nel periodo di incertezza legato a un eventuale esonero di Pioli e l’addio di Pradè. Nulla di tutto ciò è successo e così il tecnico è approdato all’Atalanta e stasera sfiderà proprio la sua ex squadra in una sfida che vale più di tre punti.