Vanoli valuta il cambio modulo per la sua Fiorentina (ANSA) - FiorentinaUno.com
Dopodomani sabato 6 dicembre la Fiorentina di Paolo Vanoli scenderà in campo per affrontare il Sassuolo di Fabio Grosso in un match che mette in palio punti pesanti per la classifica a pochi match dalla fine dell’anno solare. L’ex allenatore del Torino pensa a un cambio modulo, ma l’effettiva realizzazione pratica dipende dal rientro di un calciatore in particolare.
La Viola ha un disperato bisogno di punti per risalire dai bassifondi della classifica. La sfida con il Sassuolo rappresenta a tutti gli effetti uno scontro diretto per la corsa salvezza e non è permesso un altro passo falso e dunque un’altra non vittoria. Anche per arrivare col morale alto alla delicata sfida di Conference contro la Dynamo Kiev di giovedì prossimo.
Visto che la difesa a tre non sta portando al tecnico nativo di Varese i risultati sperati (ancora nessuna vittoria), al Viola Park si valuta il passaggio alla difesa a 4, che permetterebbe inoltre di mettere un uomo offensivo in più rispetto ai due che prevede il 3-5-2. La realizzazione effettiva di questa modifica tattica, però, dipende dal recupero di Robin Gosens: il tedesco, infatti, è l’unico terzino di ruolo che alterna con ugual efficacia la fase difensiva e quella offensiva.
Gli altri interpreti a disposizione infatti hanno in comune la capacità di accompagnare efficacemente la manovra offensiva, mostrando però delle evidenti lacune in zona difensiva: Parisi e Dodo’ continuano ad avere difficoltà in fase di copertura e Fortini ha ancora tanto da imparare pur essendo le basi più che promettenti. In caso di recupero del tedesco, dunque, spazio alla difesa a 4 con appunto l’ex Inter, Ranieri e Pongracic (o Comuzzo) e Dodo’. Da sottolineare poi l’assenza forzata di Tariq Lamptey: il ghanese sarà pronto per tornare in campo solamente a partire dal nuovo anno, per cui c’è ancora da aspettare per lui.
Nella mente di Vanoli, oltre a De Gea e alla difesa poco fa delineata, a centrocampo dovrebbero agire Fagioli come regista insieme a Sohm e Mandragora; in attacco, la novità principale sarebbe la coesistenza di Albert Gudmundsson, Roberto Piccoli e Moise Kean. Il messaggio è chiaro: difesa più quadrata, centrocampo più snello e attacco più pesante. Che sia questa la strada giusta da percorrere?
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