Tra esoneri e colpi di mercato (via onefootball) fiorentinauno.com
La sfida tra Fiorentina e Verona di domenica al Franchi si preannuncia come uno degli incontri più delicati della stagione. Ultima contro penultima della Serie A: un incrocio impensabile ad agosto, ma oggi decisivo per entrambe le squadre. La gara è già stata definita la sfida della disperazione da Il Corriere Fiorentino, e i dati parlano chiaro sulle differenze tra i due club.
La Fiorentina, reduce dal sesto posto dello scorso campionato, ha cambiato quattro allenatori in soli sei mesi, segno di una gestione instabile e di un progetto tecnico in difficoltà. Il Verona, al contrario, ha confermato Paolo Zanetti in panchina dall’estate 2024, garantendo continuità, compattezza e una linea chiara anche nei momenti più difficili. Sul mercato le differenze sono altrettanto marcate. La Fiorentina ha investito oltre 90 milioni di euro tra acquisti e riscatti, cercando di rinforzare la rosa per competere a livello europeo. Il Verona ha affrontato il calciomercato in modo più oculato, puntando su scommesse, intuizioni e giovani di prospettiva, nonostante le cessioni pesanti di Coppola, Ghilardi e Tchatchoua. Una strategia che punta alla salvezza e alla sostenibilità, permettendo agli scaligeri di confermarsi in Serie A per il settimo anno consecutivo.
Sul campo, i problemi della Fiorentina sono evidenti. La squadra di Vanoli continua a soffrire in difesa: 11 gol subiti da palla inattiva su 24 totali, peggior dato della Serie A per tiri in porta concessi (73). Inoltre, i viola hanno perso 16 punti da posizione di vantaggio, mostrando fragilità mentale e mancanza di concretezza. Il Verona, invece, dimostra qualità e cinismo. Nonostante abbia segnato gli stessi gol della Fiorentina (11), è tra le migliori squadre per tiri nello specchio (68) e ha messo in mostra 95 dribbling riusciti, segno di aggressività e organizzazione. Nella partita contro l’Atalanta, la squadra ha evidenziato corsa, cuore e disciplina tattica, con Zanetti che è tornato a vincere grazie a queste caratteristiche.
Con il tempo degli alibi ormai terminato, la Fiorentina dovrà affrontare le proprie paure, correggere i limiti difensivi e capire che ogni contrasto, ogni pallone e ogni decisione conteranno. Di fronte, il Verona proporrà la continuità, la precisione e la determinazione di una squadra abituata a giocarsi ogni punto con intelligenza e coraggio. Domenica al Franchi, la posta in gioco è altissima: il risultato potrebbe segnare un punto di svolta per entrambe le stagioni.
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