La sconfitta della Fiorentina ha inevitabilmente acceso il dibattito sulle scelte di formazione e, tra queste, quella di lasciare Roberto Piccoli in panchina per tutta la gara.
Una decisione che, a posteriori, invita a chiedersi cosa sarebbe potuto cambiare con l’attaccante in campo e se una sua eventuale convivenza offensiva con Moise Kean avrebbe potuto offrire soluzioni diverse a una squadra apparsa a tratti prevedibile negli ultimi trenta metri.

Piccoli e i 90 minuti in panchina contro il Verona
Dal punto di vista tattico, la Fiorentina ha affrontato la partita con un solo riferimento centrale, affidando a Kean il compito di reggere il peso dell’attacco, con Gudmundsson a girargli attorno. L’ex Juventus, come già capitato in altre partite, spesso si è trovato isolato, con pochi appoggi vicini e con l’area occupata in maniera discontinua. L’ingresso di Piccoli avrebbe potuto modificare questo scenario, garantendo una presenza più costante e fisica nel cuore della difesa avversaria.
Piccoli è un attaccante che fa del gioco senza palla e della capacità di attaccare l’area i suoi punti di forza. Anche senza essere protagonista dal punto di vista realizzativo, il suo contributo avrebbe potuto manifestarsi nel liberare spazi per Kean, attirando l’attenzione dei centrali e creando linee di passaggio più pulite per gli inserimenti dei centrocampisti.

La soluzione della coppia Piccoli-Kean, in questa situazione disperata, avrebbe quantomeno scompigliato il piano tattico del Verona. Questa soluzione avrebbe potuto rendere l’attacco viola meno leggibile, costringendo gli avversari a raddoppiare e ad abbassare il baricentro. Un altro aspetto riguarda la gestione delle palle alte e delle seconde palle. Con Piccoli in campo, la squadra avrebbe avuto un bersaglio in più, aumentando le possibilità di finalizzazione anche su palloni sporchi o respinte della difesa.
Inserire una seconda punta comporta sacrifici a centrocampo e richiede un equilibrio diverso in fase di non possesso. Ma in una partita persa, la scelta di non utilizzare Piccoli lascia spazio ai rimpianti. Non è detto che il risultato sarebbe cambiato, ma è plausibile pensare che la Fiorentina avrebbe avuto più opzioni offensive e una maggiore capacità di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. In conclusione, Piccoli è rimasto in panchina e la Fiorentina ha pagato. L’idea di affiancarlo a Kean resta una suggestione credibile: non una garanzia di vittoria, ma una possibile chiave per rendere l’attacco più completo e imprevedibile.