Ultimo saluto a Rocco Commisso al Duomo, Emma Severini: “Era curioso delle nostre vite”

Nel Duomo di Firenze si stanno svolgendo gli ultimi saluti a Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso il 16 gennaio all’età di 76 anni. Un momento di grande commozione per tutto l’ambiente viola, che si è riunito per rendere omaggio a una figura centrale nella storia recente del club.

A margine della messa in suffragio è intervenuta Emma Severini, calciatrice della Fiorentina Femminile, che ha voluto ricordare soprattutto il lato umano di Commisso. La centrocampista viola ha sottolineato come il presidente abbia rappresentato un esempio per tutti, non solo per quanto fatto sul piano sportivo, ma anche per il contributo dato alla crescita del calcio femminile e al legame con la città di Firenze.

commisso seduto al franchi
un club europeo muove i passi per un giocatore dellla fiorentina ( via onefootball) fiorentinauno.com

Fiorentina, senti Severini su Commisso

Severini ha evidenziato l’importanza dell’eredità lasciata da Commisso, dal Viola Park, struttura d’eccellenza nel panorama calcistico italiano, ai valori trasmessi quotidianamente alla società e alle giocatrici. Un’eredità costruita insieme alla moglie Catherine (Joe), che ha rappresentato una fonte di ispirazione costante.

Nel suo ricordo, l’atleta ha raccontato anche momenti di quotidianità, come la presenza di Commisso in mensa, sempre curioso di conoscere le storie personali delle calciatrici e il percorso che le aveva portate al calcio. Un’attenzione rara, che ha reso ancora più forte il legame umano.

“La persona che è stata e che ha dimostrato di essere, soprattutto a livello umano, è stata grandiosa. E’ di esempio per tutti ciò che ha fatto per il calcio femminile, per Firenze come città e che ha fatto per la Fiorentina. E’ stato speciale perché oltre a lasciarci una grande eredità come il viola Park, struttura che non hanno tante squadre. Ci ha lasciato davvero dei valori enormi anche grazie a Joe e a lui. Sono state una fonte di ispirazione perché non solo prendiamo un presidente, ma soprattutto un uomo di grande spessore con dei valori unici. Mi ricordo tante volte quando era in mensa con noi. Era così curioso di sapere tante cose della nostra vita, di come era nata la nostra passione e questo non è da tutti. Per noi essere qui oggi è difficile perché perdiamo davvero una grande persona”:

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