Il mister del Como Cesc Fabregas ha parlato ai microfoni dopo la vittoria per 1-3 nella sfida di Coppa Italia contro la Fiorentina. Di seguito le sue parole al termine del match.
Dopo la brillante prestazione del suo Como, l’allenatore Fabregas ha parlato così al termine della vittoria al Franchi contro la Fiorentina.

Le parole di Fabregas
Cesc Fabregas si è così espresso in sala stampa dopo la vittoria per 2-1 contro la Fiorentina:
“Non abbiamo iniziato bene per niente, la Fiorentina ha trovato delle buone giocate e la profondità. Poi è arrivato il gol di cross su cui di solito siamo più bravi. Se però dormi dieci minuti, oggi, può batterti chiunque. Poi abbiamo ritrovato la partita, anche se non è stata una delle nostre migliori. Ci sono sempre cose da imparare. Sicuramente quanti più giocatori entrano nelle nostre dinamiche, e più sarà meglio per noi”.
“Non so cosa vuol dire turn over. La nostra idea iniziale era fare una squadra corta ma competitiva, in cui due giocatori per posto dovevano competere tra loro. Nella partita si cambiano cinque o sei giocatori, perché io credo in tutti loro. Se giochiamo con tanti attaccanti si può vincere, così come lo si può fare anche giocando con tanti difensori. La strada è lunga”.
Quanto è difficile portare la sua idea di calcio in un paese in cui il risultato viene al primo posto?
“Non è facile parlare di questo. Io devo stare attento a essere troppo onesto, specialmente perché non parlo molto bene l’italiano. Secondo me è difficile esprimere questa mentalità perché non c’è tempo. Quindi si deve sempre trovare la scorciatoia. Io dico sempre di essere molto fortunato, perché ho trovato il mio spazio in una società che veniva dalla Serie D, quindi paziente. Abbiamo portato un percorso di crescita chiaro, richiesto dal proprietario. Oggi al nostro centro sportivo si vede una struttura chiara, organizzata, in cui c’è la volontà di lavorare e migliorarsi. Finora abbiamo sbagliato e imparato tanto, ma a livello societario quest’anno abbiamo fatto una crescita importante”.
Ci può raccontare l’emozione per il gol di Morata?
“Ne aveva bisogno. Anche perché viene giudicato come un giocatore top, vista la sua esperienza. E ovviamente c’è la pressione di dover dimostrare di più in una realtà comunque piccola come il Como. Il gruppo è molto sano. Spero che per Morata sia il primo di tanti, così come per Nico Paz e Sergi Roberto”.