Non ci sono dubbi: quello appena concluso è stato per la Fiorentina una vera e propria “Rivoluzione d’inverno”. Così titola la Rosea l’approfondimento dedicato alla squadra viola dopo la chiusura del mercato di gennaio, evidenziando come la dirigenza guidata da Rocco Commisso abbia cambiato volto alla rosa in ogni reparto, dalla difesa all’attacco.
Un mercato profondo, strutturato e soprattutto funzionale alle idee del nuovo tecnico Paolo Vanoli, che ora si ritrova tra le mani un gruppo più coerente con il suo sistema di gioco e con le esigenze di una stagione ancora tutta da scrivere.

Fiorentina, la svolta parte dall’organigramma: Paratici al centro del progetto
La Gazzetta dello Sport fa il punto della situazione in casa viola. La Fiorentina chiude il mercato con una cinquina variegata, costruita mescolando profili molto diversi ma complementari. L’esperienza di Daniele Rugani, chiamato a dare solidità e leadership, si affianca alla freschezza di Brescianini e Fabbian, investimenti sul presente e sul futuro. A completare il quadro ci sono Harrison e Solomon, due innesti dal sapore internazionale, capaci di portare imprevedibilità ed estro, con un chiaro richiamo al fascino della Premier League. Tutti gli acquisti sono arrivati in prestito con diritto di riscatto, vincolato però a un obiettivo ben preciso: la salvezza in Serie A. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che secondo la Gazzetta racchiude il vero messaggio del club. La linea della Fiorentina è chiara: “Vi acquistiamo volentieri, perché significa che siamo rimasti in Serie A”. Una formula che lega il futuro dei nuovi arrivati al destino sportivo della squadra e che testimonia la fiducia dell’ambiente nell’impresa.

A Firenze si respira ottimismo, ma anche consapevolezza. La società ha fatto la sua parte, ora tocca al campo. E soprattutto a Paolo Vanoli, chiamato a trasformare una rivoluzione di mercato in risultati concreti. Secondo la Rosea, però, la vera rivoluzione non è iniziata dal campo, ma dalla scrivania. La scelta di affidare la gestione sportiva a Fabio Paratici rappresenta il primo, vero cambio di rotta. Da domani l’ex dirigente di Juventus e Tottenham sarà ufficialmente il nuovo direttore sportivo della Fiorentina, ma il suo impatto è già evidente. Non è un caso che Manor Solomon, reduce da sei mesi in prestito al Villarreal, sia un giocatore di proprietà del Tottenham, club con cui Paratici ha lavorato a lungo. Difficile immaginare che il primo colpo viola non porti la sua firma.
Lo stesso discorso vale per Daniele Rugani, con cui Paratici ha condiviso anni importanti alla Juventus. Il centrale difensivo era un nome che circolava nella mente del nuovo Ds fin dall’inizio del mercato. La strategia, però, era chiara: aspettare gli ultimi giorni per strappare il sì del club e del giocatore alle condizioni giuste. Una mossa paziente, che racconta bene la nuova filosofia della Fiorentina: meno improvvisazione, più visione. Adesso la rivoluzione è completa. E la palla, inevitabilmente, passa a Vanoli.