Una rivale italiana vuole Kean con lo scambio (Ansa Foto) - fiorentinauno.com
I numeri dell’attacco della Fiorentina fotografano una crisi offensiva evidente, che va ben oltre il semplice momento negativo delle punte. La produzione di gol è tra le più basse del campionato per una squadra che ambisce alla zona europea, e il dato più preoccupante è che il problema coinvolge praticamente tutti i reparti.
La Fiorentina fatica a creare occasioni pulite per il centravanti, ma quando arrivano mancano lucidità e cattiveria sotto porta. Tante occasioni, poca fame e pochi gol.
Come riporta Kickest, i numeri raccontano bene la situazione dell’attacco viola: la Fiorentina è quinta in Serie A per xG creati (36,9), davanti persino al Napoli che l’ha battuta 2-1 sabato scorso al Maradona. Eppure i gol segnati sono solo 25: undicesimo attacco del campionato, alle spalle anche di Cagliari, Genoa e Sassuolo.
Anche le ali ora devono incidere. In un calcio che chiede esterni capaci di decidere le partite, la Fiorentina riceve un apporto minimo: pochi gol, pochi assist e rarissime giocate decisive nell’uno contro uno. La manovra si sviluppa, ma si spegne poi senza accelerazioni né strappi. Il contributo dei centrocampisti offensivi è altrettanto deludente. Inserimenti sporadici, conclusioni dalla distanza inefficaci e una presenza nell’area avversaria quasi nulla. Un dato che pesa enormemente sul totale dei gol stagionali, rendendo l’attacco viola prevedibile. Ancora più allarmante è lo zero apporto dei terzini. Nessun gol, pochissimi assist e una spinta offensiva che raramente si trasforma in reale pericolosità. Le corsie laterali producono volume di gioco, ma non incidono.
La differenza tra quanto prodotto e quanto raccolto è abissale ed è da ascrivere principalmente ai due numeri nove, Kean e Piccoli. Il primo è stato pagato la cifra record di 27 milioni, il secondo potrebbe essere pagato 62 milioni a luglio (secondo la clausola). 7 reti complessive in campionato in 2.579 minuti giocati, cinque il primo e due il secondo. Kean per occasioni sbagliate è in testa alla Serie A, con addirittura 15 grandi occasioni fallite al pari di Lautaro, che, a differenza del classe 2000, sbaglia tanto ma segna anche, visto che è il capocannoniere con 13 gol; Piccoli è quarto, alle spalle di Orban (11), con 9 big chance buttate.
In questo contesto generale, l’unica nota positiva è Rolando Mandragora. I suoi numeri(6 gol all’attivo) per un centrocampista, restano i migliori della rosa: presenza offensiva, gol pesanti e una continuità che manca al resto della squadra.
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