La Fiorentina dopo un avvio di gennaio che sembrava incoraggiante con le vittorie contro Cremonese e Bologna e i pareggi contro Lazio e Milan, è incappata in tre sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia. Ieri sera la cena di squadra per ricompattare il gruppo e uscire dalla zona retrocessione.
Cena di squadra che è andata in scena sulle colline di Fiesole, lontano da occhi indiscreti e della quale parla questa mattina La Nazione nella sua edizione odierna. Tra i principali promotori di questa cena c’è l’esterno tedesco Robin Gosens che ha scelto di non abbandonare la Fiorentina a se stessa in un momento di enorme difficoltà. Gosens poteva infatti salutare a gennaio e la Fiorentina aveva preso in considerazione il suo eventuale addio ma quest’ultimo ha scelto di restare a Firenze per il bene della squadra.

Il patto di squadra della Fiorentina: si riparte dal Torino
Come sottolinea il quotidiano e come ormai noto, a Robin Gosens era arrivata una ricca offerta dalla Premier League e più precisamente dal Nottingham Forest di Nikola Milenkovic. Il tedesco avrebbe potuto guadagnare di più e togliersi da una brutta situazione che oggi lo vede in lotta per la salvezza dopo essere arrivato a Firenze per ben altri obiettivi, almeno sulla carta. Gosens però ha scelto di restare e la cena di squadra rappresenta un patto tra i giocatori per portare fuori dalla zona retrocessione la Fiorentina.

Gosens si è fatto promotore della cena che si è svolta ieri sera e che come riporta il quotidiano è stata per altro pagata dai nuovi arrivati Solomon, Brescianini, Harrison, Fabbian e Rugani che si sono spartiti il conto. La Fiorentina adesso dovrà però cercare di dimostrare con i fatti che il gruppo è unito, che segue Vanoli e che ha tutte le intenzioni di salvarsi a cominciare dalla prossima gara contro il Torino che arriverà a Firenze con defezioni importanti. L’ex Simeone resta in dubbio (non ha giocato neanche contro l’Inter ieri sera in Coppa Italia) e saranno assenti per squalifica sia Vlasic che il nuovo arrivato Prati a centrocampo. Tra le mura amiche i viola devono ricominciare a macinare punti, il Franchi non può più essere terra di conquista facile come accaduto con Como e Cagliari.