Paratici, primo faccia a faccia e avviso chiaro: ora non ci sono più alibi

Dopo la conferenza stampa di presentazione davanti ai giornalisti, il nuovo direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici ha vissuto uno dei momenti più significativi del suo primo giorno in viola: l’incontro con la squadra al Viola Park. Un passaggio fondamentale per iniziare a costruire un rapporto diretto con il gruppo, trasmettere idee e fissare alcuni concetti chiave in vista dei prossimi mesi della stagione.

L’atmosfera è stata distesa, fatta di sorrisi e strette di mano, ma anche carica di significato. Un primo contatto che segna ufficialmente l’inizio di un nuovo corso all’interno del club.

Il dirigente Fabio Paratici (OneFootball) - FiorentinaUno.com
Fiorentina: c’è un nome in pole per la difesa (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images) via OneFootball

Paratici e il discorso alla squadra di Vanoli

Durante il giro di saluti, il direttore sportivo si è soffermato in particolare con alcuni giocatori che già conosceva per esperienze passate. Abbracci e scambi di battute con Daniele Rugani, Nicolò Fagioli e Moise Kean, incrociati negli anni alla Juventus, così come con Manor Solomon, con cui aveva lavorato ai tempi del Tottenham. Un momento speciale anche con Fortini, legato al dirigente da un rapporto familiare di vecchia data. Segnali di un ambiente che, almeno in parte, non è del tutto nuovo per chi ha appena iniziato la sua avventura a Firenze. Questi legami pregressi possono rappresentare un valore aggiunto nella gestione dello spogliatoio, facilitando il dialogo e la trasmissione dei messaggi chiave. Dopo i saluti individuali, è arrivato il momento del primo discorso davanti a tutto il gruppo. Parole misurate ma incisive, con un concetto ribadito più volte: la priorità assoluta, da qui a maggio, è prendere piena coscienza della propria dimensione. Un invito alla responsabilità e alla consapevolezza, rivolto a una squadra che ha mostrato potenziale ma anche discontinuità nel corso della stagione.

Secondo quanto riportato da La Nazione, il dirigente ha sottolineato come il calendario offra ora un’occasione concreta per cambiare marcia. Le prossime settimane saranno decisive per capire dove può arrivare davvero questa Fiorentina e quale ruolo potrà ritagliarsi sia in campionato che nelle altre competizioni. Il messaggio è stato chiaro: non è il momento di guardarsi indietro, ma di sfruttare ogni partita come un’opportunità per crescere. Il riferimento al calendario non è casuale: una serie di impegni ravvicinati e sfide alla portata possono rappresentare il trampolino giusto per dare continuità ai risultati e consolidare la posizione della squadra.

La richiesta implicita è quella di alzare il livello di attenzione, intensità e mentalità. Elementi che, secondo la nuova dirigenza, faranno la differenza nel determinare il giudizio finale sulla stagione. L’incontro al Viola Park non è stato solo un atto formale, ma un primo passo concreto verso la costruzione del nuovo corso viola. La sensazione è che il direttore sportivo voglia partire da basi chiare: identità, consapevolezza e ambizione misurata.Da ora in avanti, il campo parlerà. Ma il messaggio è arrivato forte e diretto: questo è il momento di dimostrare chi è davvero la Fiorentina.

Gestione cookie